Riassunto schematico della Storia Naturale della religione di David Hume

Introduzione

 

 

Due problemi:

1- fondamento razionale della religione ——> la natura rivela un autore intelligente, credenza(giusta) nel teismo

2- origine della religione nella natura umana—-> non esistono due popoli, o due uomini, con la stessa idea religiosa.

 

Obiettivo della ricerca è quello di scoprire i principi della credenza originaria e le cause e gli accidenti della sua manifestazione.

 

Capitolo Primo – Il politeismo fu la prima religione degli uomini

 

Poichè l’umanità progredisce la religione più rozza (il politeismo) è stata la prima.

 

1700 anni fa tutti gli uomini (eccezioni non rilevanti) erano politeisti. Testimoniato dalla storia. Impossibile un teismo precedente in quanto è impossibile un regresso.

 

La mente progressivamente si forma un’idea di perfezione operando astrazioni sull’imperfetto

 

L’animale barbaro: Un parto mostruoso lo fa tremare e lo spinge ai sacrifici e alle preghiere. La sua idea di origine si arresta dopo pochi passaggi (figlio-genitori-nonni-genitori dei nonni)

 

Differenza tra fatto storico ed opinioni speculative: il fatto storico cambia forma, senza l’ausilio di scrittura e ragione, col passare del tempo. L’opinione speculativa se basata su prove chiare ed ovvie resta immutata insieme alle cause di se stessa.

Una volta raggiunta la giusta opinione speculativa (il teismo) non si sarebbe tornati indietro.

 

Capitolo Secondo – Origine del politeismo

 

Le cose dell’universo costituiscono evidentemente  un tutto. Questa uniformità conduce la mente a riconoscere un solo autore. Più autori confinano l’immaginazione e non danno soddisfazione all’intelletto. Attribuire un effetto a più cause non è ovvio nè naturale

 

Cause del politeismo: ogni nazione in cui è nato il politeismo pone la sua attenzione religiosa non all’osservazione della natura ma agli eventi della vita, alle speranza e timori del genere umano. Il corso degli eventi (che H. chiama “piano della provvidenza particolare”) è pieno di varietà ed incertezza il che spiega la presenza di più divinità spesso contrastanti.

 

Spinto da timori e speranze l’uomo scorge le prime oscure tracce della divinità

 

Capitolo Terzo –  Continua il medesimo argomento

 

Ogni evento è procurato da una causa ignota che crea timore.

Se gli uomini anatomizzassero la natura si accorgerebbero che queste cause che tanto li preoccupano sono parte di un meccanismo regolare e costante

 

Anche i filosofi sono stati travolti da questo modo di vedere il mondo (Presocratici)

 

L’assurdo del politeismo non svanisce nel proiettare le invidie e debolezze umane nella divinità (Grecia)

 

Le cause sconosciute occupano spesso la mente degli uomini sembrando sempre dello stesso tipo (appunto cause ignote) e ben presto esse assumeranno forma umana(intelletto, passioni, ragione)——-> divinità come ignoranza (p.63 Euripide)

 

Questa è la superstizione e le donne, secondo Strabone, sono più inclini ad essa.

 

Capitolo Quarto – Divinità che non sono considerate creatrici e costruttrici del mondo

 

L’unica concezione teologica che è condivisa in quasi tutto il mondo è quella che afferma l’esistenza nel mondo di un potere invisibile ed intelligente

 

Il politeismo non è quindi ispirato da un principio dello spirito o del pensiero, la loro idea di divinità non assomiglia alla nostra, sono degli atei superstiziosi

 

I greci credono nella generazione e non nella creazione (produzione volontaria). In Esiodo tanto gli uomini quanto gli dei sono egualmente generati da poteri sconosciuti della natura.

Ovidio non si pronuncia sulla questione sottolineando però che a dissipare il caos non possono essere state le divinità pagane (Giove, Saturno, Nettuno)

 

Dionigi: Gli Ittiofagi sono aborigeni(non generati), di queste cose chi più parla meno sa

Talete Anassimene Eraclito: origine senza divinità

Anassagora: primo teista accussato di ateismo

 

gli dei in origine dipendono dalla natura

Agrippa: alla necessità anche gli dei devono sottomettersi

Plinio il giovane: alla prima eruzione tutti pensavano che gli dei sarebbero scomparsi

 

bisogna essere molto generosi per dire che questa sia una religione

 

Capitolo Quinto – Varie forme di politeismo: allegoria, culto degli eroi

 

Chi stabilisce razionalmente l’esistenza di un potere invisibile ed intelligente deve basarsi sull’armonia mirabile della natura ma il politeista deifica ogni parte della natura

 

Allegoria: presente nelle mitologie pagane, l’allegoria ben elaborata non è prodotto di ignoranza e superstizione ma finissima opera della religione. Le allegorie pagane però sono rozze. Paura e Terrore sono figlia di Marte, ma perchè anche di Venere? Armonia è figlia di Venere ma perchè anche di Marte? Sonno è fratello della Morte, ma perchè anche innamorato di una delle Grazie

 

Diventano divinità anche gli eroi o i pubblici benefattori

Anche gli artisti danno agli dei forma umana. Stilpone fu bandito dall’Areopago per aver detto che la Minerva della cittadella non era una divinità ma opera di Fidia

 

Capitolo Sesto – Nascita del teismo dal politeismo

 

Il teismo non si afferma grazie alla razionalità dei suoi principi. Anche oggi un popolano per dimostrare l’esistenza di un dio parlerà dell’improvvisa morte di uno, della straordinaria siccità di una stagione ossia propria di quegli eventi che sono maggior ostacolo ad teoria della provvidenza divina

 

Teismo dei primi principi: molti teisti non riconoscono l’esistenza di una provvidenza particolare ma pensano che una volta date le leggi generali che governano la natura da libero corso agli eventi

 

I miracoli che contraddicono l’esistenza di un progetto divino sono portati a dimostrazione dell’esistenza di Dio

Follia furore ed immaginazione esaltata sono considerati gli stati d’animo migliori per una comunicazione col divino

 

Prova a favore del cristianesimo: non è una religione il cui dio ogni tanto è sublime ogni tanto turpe come un uomo(maomettismo)

 

Capitolo Settimo – Conferma di questa dottrina

 

Critica al volgo: vuole garantirsi un posto tra gli eletti

Dicono i magi: se non volete……..allora non poggiate a terra i piedi nudi, non sputate nel fuoco ne gettate acqua sopra

 

Capitolo Ottavo – Flusso e riflusso di politeismo e monoteismo

 

Tendenza umana: idolatria-teismo  –  teismo-idolatria,  innalzamento-caduta

 

l’uomo traveste le cause ignote da dei e le esalta. ma esaltandole le dà le caratteristiche dell’unità e della perfezione e gli mette degli intermediari. Questi intermediari semidivini più vicini alla natura umana diventano oggetto di culto e la religione finisce per ricadere nell’idolatria. Ma queste concezioni diventano sempre più volgari e finiscono per distruggersi da se stesse

 

Per ostacolare questa tendenza ebrei e maomettani hanno proibito la rappresentazione degli dei

 

Capitolo Nono – Paragone fra queste religioni per quanto riguarda la persecuzione e la tolleranza

 

Idolatria: aumentando il numero di dei e le funzioni delle sue divinità ammette gli dei delle altre sette e degli altri popoli insieme ai loro riti e alle loro tradizioni

 

Monoteismo: il contrario; la punizione è anche degli uomini empi. Critica al teismo (persecuzioni di Roma e Madrid)

 

Capitolo Decimo – Riguardo al coraggio e all’avvilimento

 

Il rovesciamento

 

Se la divinità è concepita come infinitamente superiore alla natura umana (credenza comunque giusta) essa può portare, unita a terrori superstiziosi, a avvilimento profondo, umiliazione, alla mortificazione e alla penitenza e all’umiltà e alla sofferenza passiva

(virtù monacali)

Se la divinità è vicina all’uomo, o addirittura si può diventare divinità, ci si sente molto di più a proprio agio e si è coraggiosi.

Teseo-Ercole-Ettore-Romolo / Antonio-Francesco-Domenico-Benedetto

 

Brasida(topo)/ Bellarmino(pulci)

 

Capitolo Undicesimo – Riguardo alla ragionevolezza o all’assurdità

 

il rovesciamento

 

Seppur non hanno prove a conferma i miti sono ragionevoli.

Il teismo popolare, coadiuvato da una filosofia superstiziosa porta a grandi incoerenze (scolastica particolarmente). Non sono teologie facili ma irrazionali che si nutrono di assurdità.

Le eresie più sono razionali più vengono condannate (ariani, pelagiani, erastiani…)

 

“Volete far ribellare la vostra ragione contro il sacro mistero? Nessuna punizione sarà sufficientemente  adeguata alla vostra empietà. E i roghi che bruciarono gli eretici gioveranno a sterminare i filosofi”.

 

Capitolo Dodicesimo – Riguardo al dubbio e alla convinzione

 

Si può credere a tutto

 

Non esiste in tutto il paganesimo dogma più assurdo di quello della presenza reale. I credi più assurdi sono esistiti e continueranno ad esistere.

 

Cicerone: si prende gusti da scettico anche se poi in famiglia segue ed osserva la religione.

 

Religione mitologica e scolastica: la prima è più ragionevole e sfiora solamente lo spirito umano senza produrre profonde impressioni sulla mente e sugli affetti umani

 

Capitolo Tredicesimo – Concezioni empie della natura divina nelle religioni popolari di entrambe le specie

 

Giapponesi, indiani, africani adorano dei cattivi

 

Cavalier Ramsey: la colpa di Adamo, gesù salva solo alcuni, anche se dio è terribile dobbiamo credere che sia buono

 

Capitolo Quattordicesimo – Cattiva influenza delle religioni popolari sulla moralità

 

I fedeli non tentano di farsi amare dal dio attraverso la virtù ma attraverso futili pratiche, rapimenti estatici, fede in immaginazioni misteriose ed assurde

 

Pestilenze a Roma: non si sentono colpevoli ma nominano un dittatore che conficca un chiodo in una porta (dictator clavis figendae causa)

 

E’ l’atto immotivato ciò in cui si crede, proprio perchè immotivato si pensa sia caro alla divinità. Restituire un debbito è giusto e dovuto anche tra gli uomini, è frustarsi che va in gloria di dio

 

Indebolimento fisico e malattia spingono verso la superstizione. Una virtù salda ce ne tiene lontani

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