Volevo solo dare un esame…

Internet e l’università

Avevo preparato un esame di storia contemporanea da non frequentante. Il programma e le date degli appelli li avevo presi da internet sul sito della facoltà di storia de La Sapienza. Dieci giorni prima dell’esame vado a prenotarmi in facoltà (la prenotazione online a storia ancora non funzionava). Ma davanti alla porta del professore una brutta notizia: l’esame lo possono sostenere solo gli studenti con i cognomi compresi tra M e Z.

Il mio cognome inizia per F.

Il professore non è in aula quindi torno a casa e gli invio una mail con scritto pressapoco così:

“Gentile prof…..
Dato che è prevista la possibilità di non frequentare i corsi, perchè non ha scritto sul suo sito che il suo corso era solo per chi è compreso tra M-Z?
Non mi può far dare l’esame lo stesso? Sà, sono due mesi che lo preparo…”

E il prof., molto cortesemente, risponde più o meno così:
“Gentile studente, lei ha ragione. Ho fatto più volte presente alla direzione che la mia pagina sul sito della facoltà non è aggiornata e che gli studenti non frequentanti potrebbero trovarsi in difficoltà. Non posso farle sostenere l’esame, se vuole può protestare in presidenza”

Niente da fare, insomma. Alla fine se avessi frequentato avrei saputo di queste limitazioni…resta il fatto che la facoltà non è ben organizzata; che faccio? Ci vado a protestare in presidenza? Alla fine lascio correre, chissà quanti cazzi ha il preside di facoltà…

Però non demordo ed inizio a cercare esami simili con appelli tra pochi giorni. Ne trovo un altro di storia contemporanea con una parte di programma uguale. Lo devo integrare con altri libri (che non mi interessano minimamente). Faccio buon viso a cattivo gioco e vado in libreria a comprare i libri che mi mancano.

Baronia

Mentre li sto acquistando mi accorgo in che esame mi sono imbarcato. Uno dei libri è scritto dal professore (vabbè, ci può stare), un altro da un tizio con lo stesso cognome del professore (sarà mica un parente?) e tramite internet scopro che il tizio è un’importante studioso e professore, anch’egli di storia contemporanea.

Una grande organizzazione

Il giorno dell’esame mi presento, in orario, alle 9.30. Il professore non c’è ma ci sono due assistenti (due ragazzetti) che fanno l’appello. Dopo mezz’ora si parte. Siamo UNA MAREA davanti alla stanza del professore (che continua a non esserci). Gli assistenti non appendono la lista fuori dalla porta, quindi siamo costretti ad aspettare, tutti, dal primo interrogato fino all’ultimo. Ci sistemiamo alla buona fuori dalla stanza, chi per terra chi appoggiato ai muri, quattro fortunati trovano una panca lì vicino.

Alle 10.30 già mi sono rotto…vado al bagno e mi fumo una sigaretta. Quando torno mi arrivano due buone notizie:

  1. E’ arrivato il prof!
  2. Hanno diviso gli studenti tra mattina e pomeriggio.

Ma io sono di mattina o di pomeriggio? Appena esce l’assistente glielo chiedo; sono di mattina. Ok, le cose si mettono bene, inizio a ripassare.

12.30. Sono passate due ore e sto ancora per terra a ripassare. Le cose si mettono bene un par di p…

14.00. IL PROFESSORE SE NE VA!! Lui ha da fare il pomeriggio. Io invece, che non ho una mazza da fare, continuo l’attesa, che inizia a diventare pesante.

14.15. Escono i due assistenti:

“Bene ragazzi, facciamo una pausa per il pranzo”

Io: “Ma Cristo santo, io non ero la mattina??”

Assistente: “Eh sì, non abbiamo fatto in tempo”

Io: “grrrrr”

Vado a comprarmi un panino, e alle 15.00 come da accordo torno davanti alla MALEDETTA STANZA DEL PROFESSORE FIGLIO DEL PROFESSORE

15.20. Con soli 20 minuti di ritardo riiniziano gli esami.

16.00. La pazienza è finita. Il primo che passa lo sfondo. Dell’esame non me ne frega niente.

16.30. Esce la ragazza e mi chiama. E’ IL MIO MOMENTO, CE L’HO FATTA!!

Alla fine, l’esame

Lei: “Ciao, che libri porti?”

Io: “Il manuale e quest’altro”

Lei: “Ah, il manuale…E quest’altro di chi è?”

Io: “Scusami?”

Lei: “Voglio dire…chi è l’autore di questo libro”

Io: “Tizio, Tizio è l’autore del libro”

Lei:”Ah bene…non l’ho letto…però più o meno…so di cosa parla…perchè non me ne parli un po’ tu?”

Io: “…”

Insomma, il professore se ne è andato e lei il libro non l’ha letto.

Gli ho spiegato di cosa parlava il libro. Mi ha messo 30…In venti minuti tutto fatto. Venti minuti più 7 ore e mezza.

  • – Quanti studenti abbiamo perso per strada, caduti sotto i colpi della burocrazia?
  • – Ma perchè in Italia ci sono così pochi laureati?
  • – Qual è il limite tra il rispetto dei professori e l’imbecillità?
  • – Perchè urliamo solo se siamo in 200000?

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