Alfred Hitchcock – Biografia

Il “maestro del brivido” (Leytonston 1899 – Los Angeles 1980)
Uno dei più grandi registi nella storia del cinema.
Studente presso una scuola di gesuiti ed in seguito iscritto alla facoltà di ingegneria Hitchcock entra nell’universo cinematografico come disegnatore di titoli, attività che gli permette di diventare capo ufficio della succursale inglese della Famous Players Lasky. Dopo alcune esperienze come aiuto-regista esordisce dietro la macchina da presa a 26 anni in “The pleasure garden” (Il giardino del piacere) . L’anno successivo gira “The mountain Eagle”. E’ con “Il pensionante – una storia nella nebbia di Londra” e “Blackmail” che inizia a rendersi noto al pubblico. La tensione e le atmosfere del thriller iniziano a manifestarsi come elementi determinanti del suo stile.
Il fascino dei suoi film e la fama raggiunta gli permetteranno di girare un film dopo l’altro senza mai scendere da livelli estetici altissimi.
Plasmerà ed affinerà il canone del thriller durante tutte le sue opere. Gli intrecci interni dei suoi film sono apertamente giochi con la tensione psicologica dello spettatore.
Resta in Inghilterra fino alla fine degli anni ’30; qui girerà, tra gli altri, “L’uomo che sapeva troppo” nel 1934, “Sabotaggio” nel 1936, “Giovane e innocente” nel 1937, “La signora scompare” nel 1938.
Trasferitosi ad Holliwood gira “Rebecca, la prima moglie” nel 1940, film che vince l’Oscar. Ormai celebre dirigerà moltissimi film e cortometraggi “Il prigioniero di Amsterdam”, “Il signore e la signora Smith”, “Il sospetto”, “Sabotatori”, “L’ombra del dubbio”, “I prigionieri dell’oceano”, “Bon Voyage”, “Aventure Malgache”, “Io ti salverò”, “Notorius”, “Il caso Paradine” film di spionaggio internazionale con C.Grant e I. Bergman, ed ancora, “Nodo alla gola” conosciuto anche col titolo di “Cocktail per un cadavere”, “Paura in palcoscenico”, “Il delitto perfetto”.

Del 1954 è “La finestra sul cortile” tratto da un racconto di Woolrich. Il film è sorprendente. Un fotografo inganna il tempo che deve trascorrere in casa a causa della rottura di una gamba osservando il mondo dalla sua finestra. Scoprirà un omicidio. Hitchcock gioca con la natura stessa dello spettatore di cinema: il suo scrutare, curioso, gli altri.
Del 1955 è “The trouble with Harry” (La congiura degli innocenti), commedia bellissima ed originale.
Altro capolavoro è “Vertigo” (La donna che visse due volte) del 1958, pellicola profonda ed intensa che approfondisce la riflessione del regista inglese sull’inconscio inserendosi nella vasta produzione artistica che ha insistito sul tema del doppio dal Narciso delle Metamorfosi in poi.
Altri tre film di valore assoluto seguiranno “Vertigo”, sono: “Intrigo internazionale”, “Psyco”, e forse il più celebre, “Gli uccelli”, che sarà il suo ultimo capolavoro.

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