L’ottocento negli Stati Uniti – Guerra civile e imperialismo

Dopo la dichirazione d’indipendenza (1776) per gli Stati Uniti inizia un periodo di impressionante sviluppo che li porterà in poco più di un secolo a diventare la nazione egemone a livello mondiale.
Nei primi anni dell’8oo il territorio statunitense prende quella che sarà, più o meno, la conformazione attuale. Nel 1803 Napoleone vende, a poco prezzo, la Louisiana. Nel 1820 la Spagna vende la Florida. Il Texas e la California si aggiunsero dopo la guerra col Messico(1846-8). L’Alaska sarà acquistata successivamente dalla Russia.
Il sistema politico statunitense, basato sulla divisione dei poteri, è caratterizzato nell’800 da un presidenzialismo forte, con tratti populistici, che viene visto dalla popolazione in opposizione al Congresso (detentore del legislativo) espressione delle oligarchie.
Nel 1830 viene introdotto il suffragio universale maschile.

Guerra civile (1861-5): nella guerra civile americana si scontrarono due realtà, quella degli stati del Sud e del Nord, profondamente diverse. Il Sud era liberista e schiavista mentre il Nord era protezionista e antischiavista. Gli stati del Sud potevano contare su 1 milione di soldati, quelli del Nord su 3 milioni. La guerra causò 600 mila morti e 400 mila feriti.
Fu Abramo Lincoln a proclamare la liberazione di tutti gli schiavi; egli, a capo degli stati del Nord, vinse la guerra nel 1865, poco prima di essere assassinato.
Dopo la guerra nel Nord furono create linee ferroviarie, abolite le barriere doganali e venne creata una moneta nazionale.Nel Sud iniziò un periodo di razzismo, è di questo periodo il famigerato Ku Klux Klan; nel 1876 il partito democratico tolse ai neri le libertà e i diritti sanciti dalla costituzione e dal governo federale. Gli stati del Sud emanarono una legislazione segregazionista in cui anche il linciaggio era consentito.

– Economia e società: A fine ‘800 vi fu il Boom del libero capitalismo. Nacquero enormi società per azioni. Ai primi del ‘900 gli USA erano i primi produttori di acciaio, materie prime e prodotti agricoli. Nel 1910 gli americani erano 92 milioni, 37 milioni i lavoratori. Gigantesca fu l’immigrazione (dal 1820 al 1910 ci furono ben 28 milioni di immigrati). In questi anni gli americani videro svilupparsi alcune caratteristiche che, ancora oggi, contraddistinguono gli USA. L’immigrazione da molti paesi differenti portò alla nascita di quel “crogiolo” di etnie differenti noto come melting pot; è anche il periodo del “boom” della pubblicità e dei consumi di massa.
Nel ‘900 persero potere i partiti a scapito dei sindacati, delle associazioni industriali e professionali, dei movimenti d’opinione. La società americana iniziò a caratterizzarsi anche per i grandi squilibri economici.
Negli anni venti del 900 vi fu una grande crisi della partecipazione (le percentuali di votanti passarono dall’80% al 50%).

Imperialismo: gli USA ottennero dalla Spagna il controllo di Cuba, delle Filippine, di Porto Rico e una grande influenza su Hawaij e isole Samoa, diventando una potenza imperialista.
Viene rilanciata contro le mire espansionistiche della Santa Alleanza la dottrina Monroe del 1823 riassunta nello slogan “l’America agli Americani”; la gestione del continente americano, sudamerica compreso, divenne esclusiva degli Stati Uniti.

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