Breve biografia di Frida Kahlo, dal 1934 al 1954

In un articolo precedente abbiamo incominciato a raccontare la vita di Frida Kahlo, questo articolo ne è la prosecuzione.

L’arte e il tormento

Il 1934 è un altro anno drammatico nella biografia di Frida. Diego e Frida tornano in Messico, a San Angel, dove si fanno costruire due case particolari. Si tratta di due cubi in stile messicano moderno adiacenti che hanno svolgono per entrambi sia la funzione di casa che quella di studio. Il cubo di Diego è rosa, quello di Frida blu. Il rapporto tra i due è molto complesso. Entrambi hanno altre relazioni. Nel 1934 Diego intrattiene una relazione con una delle sorelle di Frida, Cristina, con cui Frida era molto legata. I continui problemi fisici di Frida, legati in buona parte all’incidente, la costringono ad un’operazione al piede destro che viene amputato di tre falangi. Nello stesso anno Frida ha un terzo aborto.
Frida lascia la casa di San Angel e nel 1935 torna a New York. Qui ha una relazione con Isamu Noguchi, uno scultore. I due proseguono la relazione anche in Messico, spesso a casa di Cristina, la sorella di Frida. E’ qui che una notte li sorprende Rivera che, pistola alla mano, minaccia di uccidere Noguchi.
Frida sta male, viene operata nuovamente al piede destro, soffre di anoressia e le viene curata un ulcera. Torna comunque a vivere con Diego.
Nel 1937 i Rivera ospitano Trockij, al nono anno d’esilio, assieme alla moglie. Lev Trockij è uomo da sempre stimato da Diego Rivera che darà ospitalità all’esule fino al ’39.
Trockij e la moglie Natalia Sedova, Rivera e Frida, vivono assieme nella casa di Frida di Coyoacàn, la “casa blu” (oggi Museo Frida Kahlo). Frida inizia una relazione con Trockij che durerà per pochi mesi. La relazione viene vissuta nascostamente, spesso a casa di Cristina. Between the curtains è un regalo di Frida a Trockij.
Conosce e diventa amica di André Breton e della moglie Jacqueline Lamba, giunti in Messico per conoscere Trockij.
Sono anni molto particolari per Frida. Le sue condizioni fisiche peggiorano ed il rapporto con Rivera continua ad essere costellato da continui tradimenti reciproci. Sono però i primi anni in cui Frida Kahlo riceve dei riconoscimenti come pittrice. Nei primi quindici giorni del novembre 1938 va in scena la prima personale di Frida alla Julien Levy Gallery di New York. Per l’occasione viene aiutata da un importante fotografo, Nickolas Muray, con cui intrattiene una relazione:

“Mio amato Nick,
dopo lunghi giorni di attesa ho finalmente ricevuto la tua lettera. Ho provato una tale felicità che sono scoppiata a piangere ancor prima di leggerla. Bambino mio, in realtà non dovrei lamentarmi di niente di quel che mia accade nella vita, finchè tu mi ami e io ti amo. Il nostro amore è così reale e bello che mi fa dimenticare la distanza.”

Breton consiglia a Frida di trasferire la mostra a Parigi. Frida accetta ma Breton è in difficoltà economiche e la mostra viene realizzata alla galleria Renou et Colle, solo grazie all’aiuto di Marcel Duchamp. L’evento di Parigi è importante nella storia artistica di Frida, le sue opere vengono viste ed apprezzate da Mirò, Picasso e Kandinskij. “The Frame”, un autoritratto, viene acquistato dal Louvre.
A Parigi vive a lungo con Breton ed un periodo con Mary Reynolds (www.artic.edu/reynolds/essays/godlewski.php) con cui forse intrattiene una relazione. Ha delle relazioni amorose con molte altre donne, alcune amanti anche di Rivera.
Nick Muray rompe la relazione con Frida nel ’39. Nello stesso anno Frida e Rivera divorziano, pur continuando a frequentarsi. Il 1939 è anche l’anno de Le Due Frida e dell’uscita sia di Rivera che di Frida dalla Quarta Internazionale a seguito di uno scontro del pittore messicano con Trockij.

Le due Frida - Frida Kahlo - 1939

Le due Frida – Frida Kahlo – 1939


Nel maggio 1940 un’attentato organizzato dagli stalinisti mette in pericolo la vita di Trockij, anche Rivera viene sospettato ed è costretto a fuggire negli Stati Uniti. In agosto Trockij viene assassinato da Ramón Mercader. Frida aveva conosciuto l’assassino a Parigi e lo aveva ospitato a Coyoacán, per tali motivi viene anche lei sospettata. Il grande dolore per la morte del rivoluzionario russo e la difficile situazione in cui si era venuta a trovare fa aggravare le sue sempre precarie condizioni fisiche. Raggiunge Rivera a San Francisco dove viene seguita dal dottor Eloesser.
Frida ha una storia con un amico di Rivera, Heinz Berggruen. Nello stesso anno Frida e Diego si risposano.
Nel ’41 muore il padre di Frida. Dipinge tre importanti autoritratti: Autoritratto con treccia, Autoritratto con capelli tagliati, Autoritratto con Bonito.
Il Museum of Modern Art di New York inserisce due suoi dipinti, uno in una mostra del ’41 sui pittori messicani, il secondo, nel ’42, in una mostra sui ritratti nel ventesimo secolo. Nel ’42, Frida può considerarsi una pittrice nota ed affermata presso un ampio pubblico. Negli anni successivi saranno numerose le mostre in cui verranno esposti i dipinti di Frida.
Insegna a La Esmeralda, una scuola di pittura messicana. A causa delle condizioni di salute propone di continuare le lezioni a casa. Quattro dei suoi allievi accettano.
Siamo nel 1943 e Frida dipinge altri due autoritratti: Autoritratto con scimmie e Autoritratto come Tehuana (Diego nei miei pensieri).
La colonna rotta - Frida Kahlo - 1944

La colonna rotta – Frida Kahlo – 1944


L’anno successivo realizza La colonna rotta. E’ l’anno in cui diviene necessario l’utilizzo di un busto, talvolta d’acciaio, o di gesso, sui quali dipinge spesso.
La lettura di Mosè e il monoteismo di Freud ispira Mosè (Nucleo solare).
Aumentano i dolori al busto ed in varie parti del corpo. Nel ’46 divengono fortissimi ed è costretta ad un nuovo intervento molto delicato. L’intervento riesce ma i dolori continueranno. Nonostante ciò dipinge Il cerbiatto (Il cervo ferito), Albero della speranza mantieniti saldo ed un altro autoritratto.
Nel 1948 Frida si iscrive di nuovo al Partito comunista messicano. Scrive una lettera, divenuta famosa al presidente del Messico Miguel Alemán. Si tratta di una lettera di protesta contro la copertura di un murale di Rivera all’Hotel del Prado, da parte degli affittuari dell’Hotel. Eccone un estratto:

[…] io protesto, e voglio dirle che il suo governo si assume una tremenda responsabilità storica permettendo che l’opera di un pittore messicano, riconosciuto in tutto il mondo come uno dei maggiori esponenti della cultura del Messico, venga coperta, nascosta agli occhi del popolo di questa nazione e quelli del pubblico internazionale per ragioni settarie, demagogiche e mercenarie. Questo genere di crimini contro la cultura di un paese, contro il diritto di ogni uomo a esprimere il proprio pensiero, questi attentati assassini della libertà, sono stati commessi solo in regimi come quello di Hitler e continuano a essere commessi sotto il governo di Francisco Franco e, in passato, nel periodo oscurantista e torbido della «Santa» Inquisizione.

Nel 1949 Frida sta probabilmente rielaborando il proprio complesso rapporto con Diego Rivera. Dipinge Diego e io e L’amoroso abbraccio dell’universo, la terra (Messico, io, Diego e il signor Xólotl). Sempre nel ’49 scrive un breve saggio, ritratto di Diego, per il catalogo di una mostra in onore di Rivera organizzata dall’Istituto nazionale di belle arti di Città del Messico.

Il cerbiatto (Il cervo ferito) - Frida Kahlo - 1946

Il cerbiatto (Il cervo ferito) – Frida Kahlo – 1946

Gli anni ’50

I due anni successivi furono particolarmente duri. Ricoverata per nove mesi in ospedale Frida subì sette operazioni alla colonna vertebrale. Le operazioni riescono ma Frida cammina con difficoltà, spesso deve muoversi in sedia a rotelle. Continua a dipingere, spesso restando sdraiata a letto. Realizza La mia famiglia, Autoritratto del dottor Farill (il medico che l’ha operata), Ritratto di mio padre ed alcune nature morte.
Nel ’50 chiude una lunga e profonda relazione con Joseph Bartolí un rifugiato spagnolo. Dipinge Natura viva e Natura morta.
E’ del 1953 la prima ed unica personale di Frida nel suo paese. Si svolge alla Galería de Arte Contemporáneo di Città del Messico. La mostra ha un successo strepitoso. Uscita da poco da un nuovo intervento chirurgico Frida è costretta a letto. Si fa trasportare alla mostra in barella ed assiste ad essa su un letto portato appositamente.
A luglio le viene amputata la gamba destra. Disperata, tenta più volte il suicidio.
Continua a dipingere nature morte.

Sei mesi fa mi hanno amputato la gamba, mi sembra un secolo di torture e qualche volta sono stata sul punto di perdere la ragione. Ho sempre il desiderio di uccidermi. Solo Diego mi trattiene dal farlo, perchè mi sono messa in testa che gli potrei mancare. Me l’ha detto lui e io gli credo. Ma mai nella mia vita ho sofferto tanto. Aspetterò ancora un po’…
(dal diario di Frida, 1954)

Dipinge Frida e Stalin e Il marxismo guarirà gli infermi. Muore il 13 luglio 1954, forse per un embolo polmonare.
La casa di Frida, “la casa blu”, verrà donata da Rivera al popolo messicano. Diventerà il Museo Frida Kahlo.

Attendo con gioia la mia dipartita…e spero di non tornare mai più…Frida
(ultime parole del diario di Frida)

Frida Kahlo

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