Riassunto dell’introduzione alla Critica del Giudizio – Prima parte

I. Della divisione della filosofia
In questo primo paragrafo dell’introduzione Kant descrive il modo in cui egli divide la sua filosofia in parti. Si è soliti dividere la filosofia in due parti, una teoretica resa possibile dai concetti della natura, ed una pratica, resa possibile dal concetto di libertà

La divisione tradizionale è, a dire di Kant, errata, in quanto non fa distinzioni all’interno della filosofia pratica. La volontà, ossia la facoltà di desiderare (che Kant definisce la causa naturale che produce effetti secondo concetti), è stata considerata in maniera unitaria senza badare a se essa fosse causata da concetti della natura o concetti della libertà. Kant chiama principi pratico-tecnici quelli derivati da una volontà causata da concetti naturali e pratico-morali quelli derivati da una volontà causata da concetti della libertà.
II. Del dominio della filosofia in genere
Il filosofo tedesco introduce tre concetti importanti: il campo, il territorio e il dominio.
Quando i concetti si riferiscono ad oggetti genericamente, senza curarsi di se una conoscenza sia o no possibile, hanno un loro campo. La parte di questo campo di applicazione del concetto di cui è possibile la conoscenza si chiama territorio. La parte del territorio in cui i concetti sono legislativi è il dominio di questi concetti e della facoltà ad essi corrispondente.

Kant utilizza questa distinzione per sottolineare l’impossibilità dell’intelletto di essere legislativo nel soprasensibile, territorio in cui si muove la ragione che ha il suo dominio nella morale (non nelle regole pratico-tecniche)
I due domini, l’intelletto nella natura e la ragione nella morale, sembrano incolmabili e tra di loro sembra sorgere un abisso.
III. Della critica della facoltà di giudizio come mezzo per legare le due parti della filosofia in un tutto
La critica, non essendo una dottrina, non ha un dominio proprio.
Tra le facoltà conoscitive superiori oltre ad intelletto e ragione c’è anche la facoltà di giudizio che, per analogia, dovrebbe avere anch’essa un suo proprio principio a priori (esclusivamente soggettivo).
Inoltre sempre per analogia oltre alla facoltà di desiderare e la facoltà conoscitiva esiste anche il sentimento di piacere e dispiacere che quindi dovrebbe esser legato con la facoltà di giudizio. La facoltà di giudizio è per natura parte della filosofia teoretica ma d’altra parte, il sentimento del piacere e del dispiacere è legato alla facoltà di desiderare.
In questo senso la facoltà di giudizio può far incontrare i domini dell’intelletto e della ragione.

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