Analisi de L’amore ai tempi del colera di Marquez

Il modello comunicativo: romanzo
Il genere: sociologico
Lo stile: realista

L’intreccio:

Il tema centrale è l’amore, tematica ricorrente in tutto il romanzo. Si narra la storia di Florentino Ariza che vive un amore folle per Fermina Daza di cui si innamora nella giovane età .
Questa fidanzamento viene ostacolato dal padre di Fermina Daza, il quale ritiene che la classe sociale di Florentino non sia adeguata a quella della figlia e proverà, riuscendoci, ad allontanarli l’uno dall’altro, lasciando in Florentino un vuoto incolmabile che rimarrà finchè, circa ottantenne, il suo amore con Fermina non ritroverà forza. Il tema principale, come detto prima, è l’amore visto in entrambe le sue accezioni: carnale e passionale. L’intreccio non segue l’ordine cronologico degli eventi in quanto, inizialmente, viene narrato un avvenimento che solamente nel proseguo del romanzo verrà spiegato. Questo espediente stilistico ha chiaramente il fine di interessare il lettore alla vicenda.

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I personaggi:

Florentino Ariza è il protagonista e rappresenta la natura dell’amore in entrambi i suoi aspetti. Il rapporto di Florentino con l’amore e l’intreccio di questo rapporto con gli altri personaggi, è il cardine attorno al quale si sviluppa l’intera vicenda. Egli vive un amore con Fermina che caratterizzerà tutta la sua vita ed ogni sua vicenda. Alla fine è colui che vive l’Amore in ogni sua forma, da quello platonico a quello carnale. Ogni sua amante è una sfumatura dell’ amore più istintivo dell’uomo.
Fermina Daza è un personaggio fondamentale nell’ evolversi del romanzo. Il suo amore per Florentino è inizialmente immaturo, è un amore basato sulla corrispondenza per lettera e su un sottile gioco delle parti. Durante questo amore avviene la formazione di Fermina, che si accorge proprio quando deve compiere il passo decisivo che non è pronta per un impegno serio e spaventata, fugge. L’amore con Urbino è completamente diverso. E’ un amore costruito dal niente, vero ma in un certo senso “artificiale”. E’ un amore impari poiché inizialmente Urbino è un uomo molto più maturo ed affermato, padrone della sua vita in cui si inserisce molto semplicemente Fermina Daza. In seguito però sarà sua moglie ad invertire i ruoli, si accorge che è semplice imparare le regole per essere accettata anche negli ambienti più sofisticati ed in breve fa sue tutte le abitudini di una vera aristocratica. E’ un amore abitudinale destinato a spegnersi con il tempo, mutando e diventando puro e sincero affetto, ma nulla di più. E’ una delle parti più riuscite del romanzo in cui la descrizione del placarsi della fiamma d’amore a scapito delle abitudini e dello stare “bene” è incredibilmente realistica.
Juvenal Urbino è un uomo europeo influenzato dal modello sud-americano al quale però è estraneo. Prova un amore meno vivo, più scientifico. Non è un sentimento minore, solo diverso. E’ colto ed intelligente e sembra quasi che più che vivere realmente si occupi di sapere come vivrà, riuscendoci. Lorenzo Daza rappresenta l’uomo che ha, principalmente, come obiettivo il benessere per sé e per la propria famiglia. Il suo è l’amore tipicamente paterno. La figlia gli appartiene come ogni altro suo bene, è un amore comune a molti padri, più che rivolto alla figlia rivolto all’immagine della figlia che lui vorrebbe, ama infatti Fermina Daza quando segue questa immagine, altrimenti la punisce per insegnargli ad essere come lui vuole.
La sintesi di ogni personaggio è forse questa: “Passavano il tempo in silenzio come due vecchi sposi scottati dalla vita, oltre le trappole della passione, oltre gli scherzi brutali delle illusioni e i miraggi delle disillusioni: oltre l’amore. Perché avevano vissuto insieme quanto bastava per accorgersi che l’amore era, l’amore in qualsiasi tempo e in qualsiasi parte, ma tanto più intenso quanto si era vicino alla morte.

Il punto di vista:

E’ quello di un narratore esterno che segue principalmente Florentino e Fermina. Il narratore interviene di rado per formulare dei giudizi sull’amore e sui comportamenti degli uomini in balia di esso, lascia quasi sempre raccontare ai personaggi e alle situazioni le vicende chiave.

La voce narrante:

Il narratore è onnisciente extradiegetico. Questo permette di arrivare più semplicemente allo scopo che l’autore si è prefisso: la comprensione totale dell’amore che è universale ed uguale in ogni tempo, anche ai tempi del colera

Lo spazio e il tempo:

Il racconto è ambientato tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Il racconto si svolge in una cittadina del Caribe posta lungo il rio del Magdalena. Il tempo della diegesi è più breve di quello della storia in quanto si narrano 53 anni in 370 pagine . Nel libro è presente la tecnica dell’ “anticipazione” in base alla quale, si inizia a narrare la vicenda accennandone la conclusione, per poi procedere in un modo che tenga già conto degli esiti finali. Questa caratteristica è stata definita il tempo “circolare” di Garçia Marquez in cui il tempo è circolare e passato, presente e futuro concordano. La lussureggiante natura caraibica è un perfetto sfondo per la storia che, in fondo, un po’ si riflette proprio nell’ambiente in cui si svolge.

Le maschere narrative dell’autore:

Nel romanzo la voce narrativa potrebbe essere proprio quella di Màrquez che non si astiene dall’esprimere considerazioni sui personaggi. L’autore probabilmente si cela anche dietro il personaggio di Florentino Ariza.

Il mondo reale ed il mondo narrato:

L’autore racconta la storia della sua famiglia ed il mondo descritto è, quindi, quello reale rielaborato dai ricordi e, probabilmente, anche dalla fantasia di Màrquez.

I modelli letterali dominanti:

Nel contesto dello sperimentalismo e della neo avanguardia in Francia si sviluppa “la scuola dello sguardo” e del “nuovo romanzo”. Negli Stati Uniti nasce il post-moderno. In Italia prevale la logica del best-seller e del romanzo di consumo.
Un romanzo scritto in spagnolo e portoghese che si afferma intorno agli anni 70 e 80, letto però soltanto dagli appassionati.

Biografia ragionata dell’autore:

Gabriel Garcìa Màrquez nasce il 6 marzo 1927 ad Arcutan nella Colombia Atlantica. Viene presto lasciato alle cure dei nonni. Nel 1936, in seguito alla morte del nonno, raggiunge i genitori a Sucre. Studia all’Università di Bogotà, nel ’48 abbandona gli studi per la crescente crisi politica in Colombia e, lasciata Bogotà, si trasferisce a Baraquilla dove collabora a “ L’Heraldo”. In questo giornale cura una rubrica che gli consentirà di mettere le basi per la nascita dei personaggi che diventeranno i protagonisti dei suoi romanzi. Nel 1951 termina di scrivere “Foglie Morte” che riuscirà a pubblicare solo nel 1955. Nel ’54 diviene redattore de “El Espertados” a Bogotà. Nello stesso anno visita l’Europa e frequenta un corso di fotografia a Roma. In seguito si trasferisce a Parigi e nel ’56 scrive “Nessuno scrisse al Colonnello” che verrà pubblicato nel ’61. Nel 1958 si sposa con Mercedes Bales . Dopo la Rivoluzione si stabilisce a Cuba. Per un gioco di potere lo allontanarono e si trasferisce in Messico dove riesce a far pubblicare “I funerali”. Nel 1967 Cent’anni di solitudine ebbe un grande successo. Fino al 1975 visse a Barcellona dove pubblicò “occhi di Azzurro”. Nel 1981 pubblicò “Cronaca di una morte annunciata” e nel 1982 gli viene assegnato il premio Nobel per la letteratura.
C’era stata la conquista del potere a Cuba nel ’59 dopo una lunga guerriglia da parte di Fidel Castro che instaurò un regime comunista e si era opposto al potere statunitense nel continente latino-americano, suo compagno era stato Ernesto Che Guevara . In questo contesto si inserisce l’opera di Marquez.

Reazioni del pubblico

Viene letto subito dopo la pubblicazione solo dagli appassionati dello scrittore. In seguito troverà larga diffusione in tutto il mondo e diventerà uno dei libri più letti di Marquez.

Trasposizioni cinematografiche o teatrali

“L’amore ai tempi del colera” di Mike Newell
(2007), con Giovanna Mezzogiorno (Fermina) e Javier Bardem (Florentino).

Temi e problemi aperti dal testo

Il ritratto della situazione sociale, sebbene di contorno al romanzo, è in alcuni tratti uno spietato affresco dei problemi economici e etnici. E’ questo il caso delle analisi del Dott. Urbino sulla situazione igienica del paese e sulla impreparazione a subire l’estendersi di una malattia. Il tema dominante come ripetuto più volte è l’amore che però più di una volta si dovrà scontrare con queste problematiche.

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2 Commenti


  • Giuseppe Choanelli

    Ho trovato un errore di cronologia. Ambientato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del novecento contiene un riferimento a Gardel. I
    Cantante era nato nel 1890 ed in nessun caso avrebbe ottuso essere conosciuto agli inizi del ‘900


  • TDS

    Salve, grazie di aver commentato.
    Apprezziamo sempre molto le correzioni ai nostri articoli.
    In questo caso però…è sicuro che non sia possibile? In realtà nel 1920 Gardel aveva trent’anni…

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