“Molière in bicicletta”: una commedia francese dal sapore teatrale

Moliere in bicicletta - Locandina

Se vi piacciono i film di qualità, divertenti e delicati ed uscire dal cinema con un senso di soddisfazione non potete non tenere d’occhio la produzione cinematografica francese di questi tempi. “Molière in bicicletta” è assolutamente uno dei film francesi da considerare per passare due ore piacevoli ed intelligenti in compagnia di personaggi spassosi e caratteristici.

Il film (il cui titolo originale è “Alcèste à biciclette”) è un’opera di Philippe Le Guay, uscito in Italia a dicembre 2013 ed intepretato da Fabrice Luchini, Lambert Wilson e l’italiana Maya Sansa. Fabrice Luchini era già stato il bravissimo protagonista de “Le donne del 6° piano”, un film francese di qualche anno fa acuto e delizioso.

“Moliere in bicicletta” narra l’incontro-scontro tra Serge, un attore di teatro un tempo famoso ed ormai ritiratosi a vita privata per sfuggire all’ambiente dello spettacolo, e Gauthier un attore suo grande amico prestatosi invece al mondo della televisione e ai suoi inevitabili compromessi.

Un giorno Gauthier raggiunge Serge all’Ile de re, un’isola incantevole sull’oceano atlantico collegata alla città di La Rochelle solo da un lungo ponte e sulla quale Serge è andato a vivere in una grande casa dall’aspetto dimesso ed affascinante lasciatagli in eredità dallo zio. Gauthier vuole provare a convincere il suo vecchio amico a tornare sulle scene per interpretare a teatro un’opera in versi di Molière: il Misantropo (commedia in cinque atti rappresentata per la prima volta nel 1667). Dopo varie lusinghe e scambi verbali riesce a convincerlo ad un periodo di prova in cui i due amici si alterneranno nelle parte di Alceste e dell’amico Filinto per poi permettere a Serge di prendere una decisione sulla prosecuzione dello spettacolo.

Da qui parte un affascinante e spumeggiante alternarsi di parti del Misantropo di Molière recitate in versi da Serge e Gauthier, siparietti a volte comici, passeggiate in bicicletta lungo le splendide strade dell’Ile de Re (della quale molti scopriranno l’esistenza grazie al film), giochi di parole (apprezzabili soprattutto in lingua originale), interessanti racconti sul teatro e cene con una donna italiana dall’apparenza scostante che vive sull’isola.

Un film godibilissimo, a tratti amaro perché Serge e Gauthier sono esattamente l’impersonificazione di Alceste e Filinto nella realtà attuale e, nonostante un affetto di fondo, si scontrano continuamente per i loro punti di vista divergenti sulla vita e sull’amore. Serge è davvero un Misantropo odierno e lo dimostrerà con forza e determinazione fino all’epilogo su una delle bellissime spiagge dell’isola francese. Un film intelligente e delicato sull’amicizia, sullo scontro di valori e sull’amore per il teatro.

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