“Di tutte le ricchezze”, Stefano Benni torna al romanzo

Stefano Benni - Di tutte le ricchezze

L’ultimo libro di Stefano Benni è una storia leggera ma densa di significato, un po’ malinconica, dolce e poetica sulle infinite possibilità della vita, l’amore e la solitudine. “Di tutte le ricchezze” (Feltrinelli editore, 2013) ci fa entrare in un rapporto di intimità e confidenza con la vita solitaria di Martin, un professore universitario in pensione, studioso e poeta ritiratosi a vivere in una casetta ai margini di un bosco.

Suoi compagni quotidiani sono il grosso cane Ombra, tutti gli animali bizzarri che popolano il bosco e con i quali Martin dialoga quotidianamente, i ricordi, le chiacchierate via mail con il figlio lontano e le sue ricerche sul misterioso poeta locale chiamato Catena. Quest’ultimo è un personaggio affascinante morto anni prima in un manicomio in circostanze un po’ oscure e verso il quale Martin ha un vero e proprio culto che comporta studi e ricerche quotidiane portate avanti con amore.

Un giorno la vita tranquilla, monotona e a tratti malinconica di Martin subisce una variazione con l’arrivo di due vicini di casa. Si tratta di una coppia di giovani che vive un rapporto turbolento: lei è Michelle, una ragazza bionda e bellissima con il sogno di fare la ballerina e scrivere una sceneggiatura teatrale e lui è Aldo, un mercante d’arte dal carattere arrogante fuggito dalla grande città in una crisi di ispirazione. In questa coppia il solitario professor Martin riconosce elementi della sua gioventù: in Aldo, che ha un carattere irascibile ma fragile, vede un po’ di sé stesso da ragazzo e in Michelle trova straordinarie somiglianze con una donna che ha molto amato in passato.

Iniziano così ad affiorare ricordi e a maturare riflessioni che portano cambiamenti radicali in tutti e tre. Martin sviluppa un sentimento di affetto profondo al confine con l’amore verso Michelle, iniziano a frequentarsi spesso condividendo esperienze e confidenze e lui avverte la possibilità di una piccola rivoluzione nella sua vita fatta di passioni messe a tacere ed assopite. L’ apparizione di Michelle infatti “gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore”. Si fa strada in lui la speranza di una direzione diversa che si accompagna alla paura di lasciare la tranquillità rassicurante da lupo solitario costruita fino a quel momento.

Ad accompagnarci in questa storia delicata e divertente c’è quindi sempre un profondo senso di speranza misto a malinconia, poesia e trovate originali come solo Benni sa garantire. Il talento bizzarro e soave dell’autore bolognese, insieme poetico, divertente e nostalgico, si manifesta perfettamente in questo libro che si conclude idealmente con il giro di valzer lieve ma intenso di Michelle e Martin.

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