Quanti tassi per un mutuo…?

Banche

Ottenere un mutuo significa intraprendere un percorso molto impegnativo, lungo e stressante, così i consumatori che si relazionano con le banche, spesso per stanchezza e necessità, accettano tutte le clausole contenute nel contratto, anche perché sapendo che gli istituti di credito agiscono sotto il controllo della Banca d’Italia ritengono di essere tutelati e si concentrano principalmente sugli aspetti che riguardano i tassi e sulle opzioni di scelta tra tasso variabile o tasso fisso, tralasciando magari aspetti importanti come il metodo di ammortamento e gli eventuali interessi di mora.

Oggi i consumatori esasperati dalle difficoltà economiche sono pronti a entrare in conflitto con la Banca rivolgendosi ai giudici. Se prima assecondavano l’istituto sperando che accettasse in tempi brevi la loro domanda di finanziamento ora non vogliono piegarsi di fronte a richieste che valicano la legalità.

Diverse sentenze si sono pronunciate in favore del cliente della Banca rilevando l’anatocismo e procedendo all’annullamento parziale del contratto ricalcolando i piani di ammortamento in modo corretto tenendo conto degli interessi legali in vigore anno per anno.

Le banche che utilizzano nel mutuo l’ammortamento alla francese ad esempio, violano l’articolo 1.283 del Codice Civile e l’articolo 1.284 che, in caso di mancata determinazione e specificazione o di incertezza (tra tasso nominale contrattuale e tasso effettivo), impone l’applicazione del tasso legale semplice e non quello ultralegale, indeterminato o incerto.

Inoltre bisogna considerare che se la Banca inizialmente scala prevalentemente gli interessi e solo per una piccolissima parte la quota di capitale da rimborsare, nel caso in cui il consumatore decida di vendere l’immobile dopo due o tre anni dall’acquisto, si accorgerà che nonostante abbia versato migliaia di euro alla banca per chiudere il mutuo dovrà rimborsare una cifra molto vicina a quella che gli è stata erogata.

La Corte di Cassazione si è pronunciata chiaramente con la sentenza 350/2013, quando la somma del tasso di mora, penali e spese accessorie superano il tasso soglia di riferimento stabilito dalla legge antiusura possono essere annullati.

Occorre tenere presente che molti contenziosi non si sono risolti in tribunale, la banca, infatti, se teme la sconfitta sarà pronta a trattare privatamente per arrivare ad una soluzione che le garantisca la riservatezza al fine di evitare una sentenza pubblica che porterebbe ad altre numerose denunce.

Aggiungi un commento








Articoli correlati: