La mostra di Frida Kahlo, comunque la pensiate, un po’ d’aria fresca

mostra frida kahlo Roma

Visto che su questo blog si era parlato di Frida Kahlo, ho deciso di raccogliere alcune impressioni sulla mostra a lei dedicata, allestita alle Scuderie del Quirinale di Roma dal 20 marzo al 31 agosto.

La mostra è assolutamente valida, mi fa piacere quindi consigliarne la visione a tutti. In particolar modo a chi, come me, a Roma ci vive.

Roma è una città immersa nell’arte classica sia in senso stretto, sia in termini più genericamente culturali. La storia di Roma, assieme a quella greca, è “il classico” per eccellenza. Buona parte della cultura legata alla città è intrecciata, anche se con rivoli variegati, ad un’idea del classico, ai dipinti commissionati dalla chiesa con soggetto religioso, ai resti dell’architettura romana, alle statue “bianche” e classicamente belle.

Allora la prima cosa che ho apprezzato, è questa apertura ad un mondo di immagini molto diverse a quelle a cui la città è abituata, quelle di Frida, una donna affascinante e straniera.

Un po’ di aria nuova forse Frida ce l’ha portata in questa Roma martoriata dai Papi, ben quattro, ‘sto giro, che non ci facciamo mancare niente…

Frida ovviamente era una donna “colta” ed aperta alle influenze artistiche anche lontane dal Messico. Ha vissuto negli Stati Uniti ed in Europa e connessioni, influenze e rielaborazioni di una cultura a noi più vicina, ci sono anche nella sua arte. Solo, insomma, non aveva un cuore classico.

Quindi, per essere breve, andare a vedere la mostra di Frida significa anche andare a vedere l’arte di una donna (senza la madonna).

Poi c’è l’arte, ovviamente. Frida è diventata abbastanza un “caso” in questi ultimi anni e sembra interessante capire perchè, più che giudicare se ciò sia meritato o se la sua figura sia stata invece sopravvalutata dal cosiddetto “mondo dell’arte”.

Una parte del “perchè” sembra riguardare Frida più come persona che come artista. Stando infatti alle frasi che ho origliato ai visitatori qua e là, durante la visita alla mostra, sembra che un’idea della biografia di Frida la abbiano in molti. Merito anche della sua arte, così strettamente personale e legata alla sua vita.

A proposito di questo fascino della persona Frida, prima ancora che dell’artista, mi fa piacere spendere qualche parola sull’allestimento della mostra.

Mi sarei aspettato che i dipinti seguissero la successione cronologica della vita. Proprio perchè l’arte e la vita di Frida sono così strettamente legate, pensavo che quello fosse il modo più corretto per presentarle al pubblico, a maggior ragione per il fatto che non moltissimi tra i visitatori, immagino, avessero visto dal vivo i quadri della pittrice messicana (credo sia la prima mostra in Italia completamente dedicata a Frida Kahlo).

Invece no, la curatrice, Helga Prignitz-Poda, ha scelto di scompaginare l’ordine cronologico delle opere, favorendo nessi diversi e completando la mostra con alcuni dipinti non di Frida (ci sono anche delle opere di Diego Rivera, ad esempio), centratissimi.

Per quel che mi riguarda Frida è la benvenuta, anzi facciamo così, amici messicani, vi diamo un paio di Papi per un paio di autoritratti, anche bozzetti, va bene uguale…

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