Buongiorno signor Gaugin

Paul Gauguin, noto pittore francese vissuto tra il 1848 e il 1903, torna a far parlare di sé. E’ stata infatti ritrovata, sorprendententemente, una sua opera. Sono stati infatti “scoperti” due dipinti di grande valore, per anni custoditi nella casa di un operaio in pensione, completamente ignaro dell’importanza artistica rivestita dai quadri.

Si tratta di «Fruits sur une table ou nature au petit chien» e «La femme aux deux fauteuils» attribuite rispettivamente a Paul Gauguin e Pierre Bonnard. Il recupero delle inestimabili opere è stato possibile, come ormai è noto, grazie all’interesse mostrato dal figlio del protagonista di questa bizzarra vicenda.

Egli, infatti, ha riconosciuto nel quadro posseduto dal padre alcune caratteristiche comuni ai lavori di Gauguin e le successive ricerche hanno potuto confermare l’attendibilità dei due dipinti. Tuttavia, solo su uno di essi, il capolavoro di Paul Gauguin, risulta datato. Sul quadro, infatti, sono presenti una dedica e la data 1889, lo stesso anno in cui il pittore francese realizzò altre opere particolarmente conosciute.

Tra queste, particolarmente importante la tela intitolata “BONJOUR MONSIEUR GAUGUIN”, così chiamata per omaggio all’opera “BONJOUR, MONSIEUR COURBET!” realizzata proprio da Courbet anni prima. Si tratta di un dipinto particolare, in cui Gauguin ritrae se stesso in una semplice scena quotidiana, vista però attraverso il suo animo.

Gaugin, Bonjour monsieur gauguin, 1889,  Národni Galerie (Praga)

Gaugin, Bonjour monsieur gauguin, 1889, Národni Galerie (Praga)

Una donna bretone, che indossa un abito semplice tipicamente contadino, è rivolta verso di lui ed è solo il capo chinato nella direzione del pittore a lasciar intendere un cenno di saluto. Gauguin, d’altra parte, è quasi interamente coperto dal cappotto e dal cappello, lasciando intravedere pochi tratti del viso.

Vero protagonista del quadro sembra essere il paesaggio bretone, descritto principalmente con la forza dei colori e rispecchiando il linguaggio espressivo pur se sintetico del pittore. Si tratta di un paesaggio fatto di alberi spogli e arbusti, privo di fiori e sovrastato da un cielo blu, intenso e poco rassicurante.

Il titolo dell’opera lascerebbe intendere il riferimento all’inizio di una nuova giornata, ma osservando il quadro risulta evidente la descrizione del termine di un giorno faticoso e probabilmente malinconico.

L’espressione vuota e nascosta del protagonista, il cielo cupo e la natura fredda, sono tutti elementi che sembrano voler rispecchiare le vere emozioni nutrite dall’autore mentre lo realizza.

Per comprendere la causa del malessere esistenziale che il quadro esprime, occorre contestualizzarlo nella vita del pittore. Egli, infatti, realizza questo dipinto in un periodo di crisi economica che aveva messo a dura prova la sua vita e che gli aveva reso ancor più difficile dedicarsi a una passione i cui frutti non erano apprezzati da tutti.

Tutto ciò si accorda bene con le sensazioni che il dipinto trasmette: la rassegnazione di una lunga giornata e l’impotenza di fronte a un paesaggio, a una natura dominante che lascia poco spazio alla persona. Non vi sono segni di speranza, non c’è via d’uscita dall’esistenza; l’unico elemento consolatorio è il saluto educato e forse comprensivo di una persona estranea alla sua vita. Il contrasto con il titolo è forte e lascia l’amaro in bocca di una giornata che ha deluso le attese di un “buongiorno”.

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