Ebook: gli ultimi dati sulla diffusione in Italia

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Cresce il mercato degli ebook a fronte di un calo consistente nelle vendite dei libri cartacei: andiamo ad analizzare gli ultimi dati sulla diffusione degli ebook in Italia e nel resto del mondo.

In occasione del Salone del Libro di Torino, l’Associazione Italiana degli Editori (AIE) ha diffuso dati demoralizzanti sulle vendite dei libri cartacei; al contrario, gli ultimi dati sulla diffusione degli ebook in Italia sono incoraggianti, sempre per chi gli ebook li mastica.

Quanto valgono gli ebook oggi in Italia

Da una quota di mercato che variava dall’1,7 al 2% dell’anno scorso, i libri digitali hanno raggiunto quota 3%. Sono numeri bassi, anche considerando il rapporto con gli ebook pubblicati (40mila nuovi titoli nel 2013 sui 63mila che si contano dal 2011) che conferma come l’Italia ami più scrivere (spesso male) che leggere, ma allo stesso tempo rappresentano un segnale evidente di come il mercato degli ebook in Italia stia pian piano crescendo. Lentamente, per l’appunto, perché il nostro Paese non è molto avvezzo alle nuove tecnologie.

Perché gli italiani non si fidano degli ebook

Gli italiani, quelli che leggono, preferiscono ancora i libri di carta agli ebook. Avere un oggetto in mano, disporlo in una libreria, sfogliarlo e sentire la carta sotto i polpastrelli sono ancora oggi sensazioni piacevoli difficili da abbandonare. Allo stesso tempo il prezzo basso degli ebook (ma non di tutti i libri digitali) e la comodità nell’usufruirne grazie a tablet ed eReader sono croce e delizia di un mercato contraddittorio: gli italiani, insomma, non si lasciano convincere dal “low cost” e preferiscono la tradizione. Poco male, perché secondo le stime il mercato degli ebook continuerà a crescere, ma gradualmente.

Quanto vendono gli ebook all’estero

Tutto questo mentre negli Stati Uniti, in base a quanto riporta una ricerca di A. T. Kerney effettuata in collaborazione con BookRepublic dal titolo “Do Readers Dream of Electronic Books”, nel 2014 è molto probabile che gli ebook superino i libri cartacei.

Inoltre, almeno fino a giugno 2013, negli altri Paesi si contano percentuali ben diverse: in Francia, la corrispondente dell’AIE transalpina ha riportato numeri più che positivi per il mercato dei libri digitali, il cui bacino di lettori è arrivato a quota 15%. Nei Paesi Bassi, a quanto ha comunicato BOEKBLAD, si registra una quota simile alla nostra: 3,2%.

Chi trainerà il settore degli ebook

In Italia il fenomeno digitale cresce anche alle interessanti iniziative proposte da quelle aziende che offrono servizi di self-publishing. Gli esordienti rifiutati dalle case editrici hanno dunque la possibilità di pubblicare in digitale i propri titoli senza spese (a meno che non vogliano acquistare servizi editoriali) e immetterli sulle principali librerie online e magari, con un colpo di fortuna, essere affiancati ad autori del calibro di Dan Brown o Roberto Saviano sulle vetrine virtuali. Tutto questo però, secondo i duri e puri del settore editoriale, nuoce alla letteratura, in quanto non vi è una selezione professionale degli autori e il superamento della quantità sulla qualità non viene visto come un segnale positivo.

L’Italia è un Paese che non legge

Resta poi un dato di fatto: l’ingente pubblicazione di titoli digitali nel solo 2013 non corrisponde per forza di cose a un incremento della diffusione degli ebook. Solo in pochi riescono a convincere i lettori a passare al digitale, ma spesso, una buona parte di questi, preferisce tornare al conosciuto e fidato cartaceo, anche se i dati sulle vendite dei libri non sono confortanti: -6,2%, secondo i dati AIE, ovvero 2,3 milioni di libri venduti in meno rispetto allo scorso anno.

Ebook o no, il problema del mercato del libro in Italia non sembra dunque confinarsi in quella linea di demarcazione che separa il libro cartaceo da quello digitale, ma dal bacino di lettori e da un Paese per cui leggere non è una priorità. E questa è una problematica che interessa tutti, anche e soprattutto chi spara a zero contro l’ebook.

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