Italiani e automobili. Una storia d’amore e di odio

Si può raccontare la storia di un paese in molti modi. La Storia con la “esse” maiuscola è molto accogliente e complessa; articolata al suo interno in tanti piccoli rivoli.
Uno di questi piccoli rivoli, di non poca importanza, riguarda la reazione dei popoli alle innovazioni della tecnica.

Se prendessimo in considerazione il rapporto degli italiani con l’automobile, una della innovazioni che maggiormente ha modificato la vita quotidiana in Italia, ne verrebbe fuori una storia tutto sommato molto seria in cui ci sarebbe però anche molto da ridere, e molto da piangere.

La diffusione delle automobili in Italia è stata indubbiamente capillare, anche per merito di quegli italiani che rapidamente hanno raggiunto i vertici in vari settori riguardanti il mondo dell’automobile, dal design ai brevetti, dalla produzione alla competizione sportiva.

automobile

La macchina è “entrata nelle vene” del paese grazie alle grandi industrie, ai tantissimi film. Ai miti alla “Nuvolari”. Grazie anche, ovviamente, all’indubitabile utilità del mezzo in sé.

E’ difficile oggi capire “a sensazione” a che punto sia questo rapporto ormai secolare. Sicuramente contiene delle ombre. Due in particolare.

Intanto la questione economica. Attualmente la situazione economica del paese non è, come è evidente, particolarmente rosea. La macchina nel frattempo è diventata in molti casi indispensabile. E tuttavia le spese per l’auto appaiono spesse volte troppo alte. Alle spese fisse della Responsabilità Civile e della revisione si aggiungono i prezzi elevati della benzina e delle autostrade, tanto che la scritta sul muro che circola online non appare priva di senso: “Vado al lavoro per pagare l’automobile con cui vado al lavoro”.

Vi è poi la questione della mobilità. Un problema endemico in molte zone, drammatico in molte altre. Le auto in coda sulla Salerno-Reggio Calabria ogni estate, i fiori all’angolo delle strade, sono fotografie tristi eppur simboliche di una nazione, immagini negative eppure reali.

Queste due problematiche in particolar modo, prima ancora delle questioni ambientali maggiormente sentite in altri Paesi, rischiano di rovinare il modo di guardare italiano all’automobile che pure è stato spesso goliardico, spesso foriero di innovazione ed anche, più di una volta, volano di un intero settore economico.

Resta però, forse un po’ infiacchita ma non sparita, la passione tutta particolare verso i nuovi modelli di auto, la cura talvolta maniacale del proprio autoveicolo, la chiacchiera divertita e divertente sulla nuova macchina dell’amico, la stima ed il fascino per l’ultimo campione che abbatte l’ultimo record a bordo della sua fiammante “quattro ruote”.

automobile italiana

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