La terra degli Ahhiyawa

Il “problema” degli Ahhiyawa è una questione esemplare che permette di comprendere alcune peculiarità della ricerca storica. Oggi la difficoltà nella comprensione e definizione di un fatto deriva dalla sovrabbondanza di informazione. Un avvenimento viene raccontato, interpretato e “manipolato” immediatamente, spesso in diretta.

In breve il fatto viene sommerso da interpretazioni ed opinioni al punto che diventa spesso difficile capirne l’origine. Lo studio storico deve invece affrontare il problema inverso e confrontarsi con la scarsezza delle fonti. Il mestiere dello storico tende in alcuni casi ad assomigliare a quello dell’investigatore che con indizi lacunosi deve ricostruire un avvenimento lontano nel tempo; inizia quindi a confrontare ed incrociare fonti diverse (archeologiche, letterarie) cercando la quadratura del cerchio.

Chi studia storia antica prova a colmare lacune e a ricercare nuove fonti per chiarire avvenimenti liberandoli dall’oscurità degli enigmi. Il contrario di ciò che fa la “storia televisiva” che crea in continuazione misteri, anche (e soprattutto) dove non ci sono per suscitare interesse e intrattenere il pubblico.

La terra degli Ahhiyawa è uno di quei casi in cui le fonti non permettono una spiegazione salda e limpida degli avvenimenti e lasciano trapelare quella zona d’ombra sotto i fatti e l’analisi incrociata delle fonti; è questa la condizione in cui nascono le leggende o anche, i “problemi storici”.

Degli Ahhiyawa parlano dei testi ittiti del XIII e XIV secolo ritrovati nella capitale dell’impero di Hatti, Hattusa. In questi testi il sovrano degli Ahhiyawa è chiamato “Grande re”, lo stesso epiteto dei re di Egitto, di Babilonia e di Assiria, i più importanti della regione. Gli Ahhiyawa possedevano sicuramente delle navi ed avevano relazioni con gli Ittiti, relazioni non sempre amichevoli. Tuttavia dove si trovasse la terra degli Ahhiyawa non lo si può affermare con sicurezza per quanto siano due le zone più probabili: sul continente greco (Micene, Tebe), nella fascia costiera sud-occidentale dell’Anatolia (tra Mileto e Iasos e di fronte a Rodi).

L’assonanza linguistica tra Ahhiyawa ed Achei (i Greci) ha fatto pensare ad una loro possibile identificazione anch’essa però, non confermata.

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