Il grande jazz di Stańko, tra Polonia e New York

Taglia l’aria come uno stilo il foglio bianco, la tromba di Tomasz Stańko.

Nato nel ’42 a Rzeszów, in Polonia, Stańko, trombettista e compositore, è uno dei più grandi jazzisti contemporanei.
Sembra che l’intesa con il jazz nacque sin da subito. Il suo primo concerto di jazz visto dal vivo (Dave Brubeck) nel 1958 lo colpì per la grande libertà d’espressione e da lì, dall’ascolto del free jazz, nasce una storia fatta di grandissima musica; prima nel quintetto di Krzysztof Komeda poi spesso in formazioni da lui guidate o in ensemble d’avanguardia (Globe Unity Orchestra).

Nel 1980 registra un album solo nel Taj Mahal, Music From Taj Mahal And Karla Cave.

Splendido anche il terzetto con Arild Andersen e Jon Christensen negli anni ’90. Nel 1993 forma due quartetti: il primo con i giovani Michal Miskiewicz (batteria) Marcin Wasilewski (piano) e Slawomir Kurkiewicz (basso) ed il secondo con Bobo Stenson, Tony Oxley e Anders Jormin.

L’attività del compositore polacco è proseguita con costanza durante tutti gli anni ’90 e 2000 tra collaborazioni internazionali, colonne sonore (‘Reich’ di Władysław Pasikowski) e ricerca musicale di alto livello.

Molto interessante è Wislawa, album registrato nel 2012 e dedicato alla poetessa polacca Wislawa Szymborska, nobel per la letteratura nel 1996.

Thomasz Stanko - Wislawa

Il disco è stato registrato a New York, dove Stańko vive da alcuni anni, dal recente quartetto creato assieme ad alcuni musicisti di talento americani (David Virelles, Thomas Morgan e Gerald Cleaver).

L’album trae ispirazione diretta da alcune poesie della Szymborska. Uno dei brani ‘Tutaj – Here‘ riprende il titolo dell’ultima raccolta edita dalla poetessa. ‘Assassins‘, ‘Mikrokosmos‘, e ‘Metafizyka‘, sono tre poesie (sempre dalla raccolta Tutaj) da cui derivano tre omonimi brani dell’album.

Stańko e Szymborska si conoscevano (come racconta lo stesso Stańko nel video più in basso) ed hanno anche collaborato. Nel 2009 infatti organizzarono un reading particolare all’Opera di Cracovia. La poetessa leggeva le sue poesie, ed il musicista rispondeva con improvvisazioni di tromba.

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