Daniel Defoe: il padre del romanzo moderno

Nei primi decenni del 1700, la letteratura inglese accoglie un grande cambiamento: compaiono infatti le prime “novel” (ovvero i romanzi) che stravolgono le tematiche fin a quel momento affrontate dagli scrittori.

Si assiste alla progressiva scomparsa degli elementi mitologici e fantastici tipici del passato e si assiste alla descrizione della realtà contemporanea: i personaggi hanno nomi comuni e riconoscibili e la trama si svolge nella realtà sociale dell’epoca. Il realismo, che caratterizza questo rivoluzionario genere letterario, permette al lettore di addentrarsi a fondo nella psiche dei personaggi e di riconoscere la società in cui vive, i suoi vizi e le sue virtù.

Daniel Defoe nasce a Londra nel 1660 in una famiglia della media borghesia e viene educato secondo la disciplina di una scuola della setta dissidente dei battisti, sostenitori del protestantesimo rigoroso. Intraprende la carriera politica in qualità di sostenitore del nuovo re Guglielmo d’Orange, salito al trono nel 1689, la cui prematura morte nel 1702 segna la fine della sua carriera.

A seguito della pubblicazione del libello La via più breve con i dissidenti, attira su di sé l’ira di tutta la chiesa anglicana e viene condannato alla gogna e alla prigionia.
Scarcerato nel 1704, fonda il periodico The Review, la cui redazione porta alla luce le sue straordinarie doti giornalistiche.

Dopo alcuni avventurosi anni al servizio del governo come agente segreto, nel 1719 pubblica quello che si rivelerà essere il suo più grande capolavoro, Robinson Crusoe, senza nemmeno correggerlo.
Il romanzo diventa rapidamente un successo al quale seguono ben presto altri lavori: Moll Flanders (1722) e Lady Roxana (1724).

Nel 1724 decide di trasferirsi alla periferia di Londra per dedicarsi al giornalismo, ma la scarsa capacità di amministrare il proprio denaro lo porterà alla rovina: muore nel 1731 mentre cerca di sfuggire all’ennesimo creditore.

Robinson Crusoe - Daniel Defoe

Robinson Crusoe

La vita e le incredibili avventure di Robinson Crusoe, marinaio di York (The life and strange surprising adventures of Robinson Crusoe, of York, Mariner), trae ispirazione dalla storia vera di un marinaio, Alexander Selkirk, abbandonato su un’isola deserta.

Robinson, figlio ribelle di un mercante emigrato in Inghilterra, decide di opporsi alla volontà del padre di fagli intraprendere la carriera legale.

Lui sogna ardentemente la vita di mare, per questa ragione si imbarca alla volta del Nord Africa, dove viene rapito dai pirati dai quali riuscirà a fuggire solo dopo due anni.

Riprende nuovamente il mare diretto in Nuova Guinea ma, al largo delle coste del Venezuela, la sua imbarcazione si ritrova ad affrontare una terribile tempesta che la porterà ad arenarsi su un’isola sconosciuta e deserta.
Robinson, unico membro dell’equipaggio ad essere sopravvissuto, costruisce una zattera per recuperare alcuni oggetti utili dal relitto ed inizia ad organizzarsi per sopravvivere in quel luogo inospitale ed ameno.

Rivelerà delle straordinarie doti: dopo aver costruito un fortino, inizierà a coltivare la terra e ad allevare le capre selvatiche che popolano l’isola.
Gli anni passano rapidamente e Robinson tiene nota di ogni giorno che trascorre: dopo dodici anni trascorsi in totale isolamento, si accorge di non essere solo sull’isola, quando nella sabbia nota l’impronta di un piede più grande del suo.
Scopre ben presto che quell’isola è utilizzata da una tribù di selvaggi come luogo sacrificale per le loro vittime e decide di attaccarli per liberare il prigioniero.

Nasce così l’amicizia tra il protagonista e il “buon selvaggio” che diventerà suo fedele suddito e che chiamerà Venerdì, come il giorno del loro primo incontro.

Successivamente Robinson riuscirà a salvare altri due uomini: il primo si rivelerà essere il padre di Venerdì ed il secondo un marinaio spagnolo che lo informa della presenza di altri suoi connazionali dispersi sull’isola.
La salvezza arriva quando una nave si ancora al largo dell’isola a causa dell’ammutinamento dell’equipaggio: Robinson ed i suoi nuovi compagni riusciranno a prendere il controllo della nave dopo una strenua battaglia che segnerà la fine del loro esilio.

L’undici giugno del 1697 la nave giunge finalmente in Inghilterra, dove apprenderà della morte dei genitori e del fratello e scoprirà di essere erede di un’immensa fortuna grazie alle piantagioni in Brasile di proprietà della sua famiglia.
Venderà tutti i suoi averi per sposarsi e tornare sull’isola, dove diventerà governatore di una pacifica colonia di spagnoli.
Tornerà in Inghilterra solo nel 1705, per trascorrere gli ultimi anni di vita nella sua terra natia.

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