Fred Uhlman, L’amico ritrovato: la Germania nazista vissuta attraverso gli occhi dei fanciulli

Fred Uhlman, scrittore e  pittore tedesco, nasce a Stoccarda nel 1901.

Cresce in una benestante famiglia ebrea che lo spinge a laurearsi in giurisprudenza, nonostante manifesti spiccate aspirazioni artistiche.

Fred Uhlman - L'amico ritrovato

Nel marzo 1933, a seguito dell’ascesa di Hitler, decide di stabilirsi a Parigi per sfuggire alla crescente ostilità che si diffonde in Germania. La vita in Francia però non si rivela facile: viene infatti proibito di lavorare a chiunque non sia di nazionalità francese. Questa imposizione costringe Uhlmann a sostentarsi clandestinamente, vendendo disegni e dipinti creati da lui, grazie al suo straordinario talento.

Nel 1936, sposa Diana Croft, una donna inglese conosciuta durante un viaggio in Spagna, dalla quale avrà una figlia. Nel 1940 viene confinato per sei mesi sull’Isola di Man, a seguito dello scoppio della seconda guerra mondiale.

La sua opera più famosa, L’amico ritrovato, primo volume della Trilogia del ritorno (comprendente anche Un’anima non vile e Niente resurrezioni, per favore) è una testimonianza dei bui anni vissuti in Germania, nel periodo della dittatura fascista.

Protagonista del romanzo è Hans Schwarz, ragazzo borghese ebreo che vive a Stoccarda. La vita lo porterà ad incontrare Konradin von Hohenfels, un ragazzo di nobile famiglia, che si distingue per i modi eleganti che intimoriscono i compagni. Hans si rivela l’unico ragazzo della classe interessato a fare amicizia con il nuovo arrivato, a differenza di tutti gli altri che lo evitano; Konradin si dimostra però totalmente disinteressato a stringere nuove amicizie.

Hans cerca diversi espedienti per farsi notare da Konradin e riesce ad attirare la sua attenzione quando porta in classe la sua collezione di monete.

Un giorno, inaspettatamente, Konradin gli rivolge la parola, aprendo la strada ad una forte amicizia. Hans invita immediatamente Konradin a casa sua, presentandolo ai suoi genitori e dando il via ad una frequentazione che dura per molto tempo; l’invito di Konradin tarda però ad arrivare, e quando finalmente Hans riesce a varcare la soglia di casa sua, nota immediatamente che l’amico lo invita solo quando i genitori sono assenti: la madre di Konradin infatti odia gli ebrei.

La loro amicizia si incrina definitivamente quando Konradin, accompagnato dai genitori, ignora Hans a teatro.
Con l’ascesa al potere di Hitler, nel 1933, la situazione diventa difficile anche a scuola, per questa ragione Hans parte per l’America, dove rimarrà ospite dai suoi zii, mentre i genitori decidono di restare. Poco tempo dopo, il padre di Hans deciderà di togliersi la vita.

Solo dopo molti anni dalla fuga in America, Hans riceverà un opuscolo che propone la costruzione di un monumento agli ex alunni del Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda, caduti nella Seconda guerra mondiale: Hans rileggendo i nomi dei compagni di scuola troverà, con grande stupore, quello dell’amico d’infanzia Konradin, giustiziato a causa del suo coinvolgimento nel complotto organizzato per uccidere Hitler.

I sentimenti del protagonista mutano improvvisamente, ritrovando l’amico dopo tanti anni.

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