Oltre la realtà: il surrealismo nelle arti contemporanee

Il surrealismo è una delle più importanti avanguardie artistiche del Novecento. Nato dalla consapevolezza della frattura tra arte e società, tra fantasia e realtà, fa della crisi un punto di partenza per avviare una riflessione nuova, che consenta all’individuo di superare questa dicotomia.

Uno dei concetti al centro delle riflessioni di questo periodo storico è la “libertà” dell’individuo. Com’è noto, Marx si interroga sulla libertà nella vita sociale, Freud invece sulla libertà individuale, sondando il mondo dell’inconscio e della psiche umana creando delle basi teoriche importanti per il movimento surrealista.

Al pari del dadaismo, il surrealismo presenta dei caratteri rivoluzionari ma se l’esperienza dadaista è pura provocazione, è dissenso, presa di distanza da qualsiasi impegno risolutivo, il surrealismo sembra interrogarsi sulla verità e sulla ricerca di una soluzione.

Il surrealismo diventa un movimento al servizio della rivoluzione, così come è espresso nella rivista “Révolution surréaliste” del 1930, in un momento storico particolarmente difficile per l’Europa.

André Breton

André Breton

Ma cosa significa surrealismo? André Breton, uno dei teorici del movimento definisce il Surrealismo nei termini seguenti:

“Surrealismo è automatismo psichico puro mediante il quale ci si propone di esprimere sia verbalmente, sia per iscritto o in altre maniera il funzionamento reale del pensiero; è il dettato del pensiero con l’assenza di ogni controllo esercitato dalla ragione, al di là di ogni preoccupazione estetica e morale”.

La liberazione dello spirito dalle preoccupazioni di ordine estetico o morale è dunque lo scopo dell’arte. La parola chiave per comprendere il senso del movimento surrealista è “automatismo”. Si tratta di un metodo creativo, di un processo mediante il quale le parole, le immagini, i pensieri possono risultare associati senza freni di qualunque tipo. Questa spontaneità caratterizza anche il Dadaismo ma nel Surrealismo l’automatismo è un concetto più psichico e meno meccanico.

Per scavare nell’inconscio, i surrealisti ricorrono a differenti tecniche spesso basate sulla casualità, come il cadavre exquis, che significa letteralmente “cadavere squisito”, e prevede una cooperazione tra più artisti, i quali intervengono nella creazione dell’opera aggiungendo di volta in volta in maniera causale il proprio apporto a una composizione già avviata, di cui però non conoscono i precedenti passaggi. Si tratta di una tecnica a cui si ricorre anche nel campo della creazione più squisitamente poetica.

Altre tecniche famose a cui ricorrono i surrealisti sono la scrittura automatica, il frottage, il grattage, e il collage, ma anche l’assemblaggio polimaterico, e i famoso dripping che verrà portato a pieno compimento Jackson Pollock successivamente.

Il pensiero surrealista esplora dunque quella dimensione che si colloca “oltre la realtà”, indagando nel mondo del sogno, della psiche, delle pulsioni interiori, dell’amore, della follia, e di tutto ciò che viene liberato quando veglia e sonno sono in perfetto equilibrio, al riparo dalle convenzioni.

Salvador Dali

Salvador Dali

L’immaginazione è lo strumento che consente di attingere a questa dimensione nuova e dare vita a creazioni che apparentemente mettono in relazione le immagini più svariate, in paesaggi che non si collocano nella realtà, e sono lontani dall’arte come è stata intesa nel corso della sua storia precedente. L’ordine si sgretola, la realtà non è imitata, ma creta dall’immaginazione dell’artista e ciò che sembra non conciliabile nel mondo reale, lo diventa in quello della surrealtà. Il Surrealismo resta figurativo e non astratto ma le sue immagini non hanno niente a che vedere col mondo reale e sono create dal motore dell’immaginazione che dissimula le apparenze che riteniamo “verità”.

Le personalità principali di questo movimento sono Max Ernst, Salvador Dalì, Joan Mirò, Andrè Masson, Yves Tanguy, Jean Arp, René Magritte, Paul Delvaux. Il teorico del movimento è lo scrittore Andrè Breton che nel 1924, pubblica il manifesto del movimento.

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