Biografia sintetica e opere di Jannis Kounellis

L’artista Jannis Kounellis nasce al porto del Pireo ad Atene nel 1936.
Nel 1959, all’età di 19 anni, si trasferisce a Roma e inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti. Tra i suoi professori spicca Toti Scialoja, affermato artista ed insegnate di scenografia che diventa un importante punto di riferimento per il giovane studente.

Nel 1960 Kounellis espone alla sua prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma a Piazza del Popolo, di cui proprietario è il gallerista Plinio De Martiis.

Il titolo della mostra è L’alfabeto di Kounellis. Nei primi anni della sua carriera Kounellis lavora ad opere caratterizzate da segni, lettere e numeri neri su tela bianca. Nella seconda metà degli anni ’60 intraprende una nuova ricerca: esce definitivamente dalla rappresentazione tradizionale ed inizia ad impiegare materiali, oggetti e in alcuni casi animali per la costruzione delle sue opere.

A marzo del 1967 presenta un’opera con animali viventi alla mostra Kounellis: Il Giardino. I Giuochi. A maggio dello stesso anno espone alla Galleria L’Attico di Roma alla mostra collettiva Fuoco Immagine Acqua Terra presentando l’opera Senza Titolo conosciuta come Margherita di Fuoco.

A settembre del 1967 espone alla prima mostra dell’Arte Povera curata da Germano Celant e presenta una struttura in ferro con dentro del carbone. Nel novembre del 1967 espone sempre alla Galleria L’Attico tre nuove opere: dei campi di cactus dentro a delle lamiere di ferro, un pappagallo vivo davanti ad un rettangolo di ferro, una struttura metallica dalla quale esce del cotone grezzo.

A gennaio del 1969 Kounellis espone la sua opera più celebre, i 12 cavalli vivi, nella nuova sede della Galleria L’Attico di Fabio Sargentini che si era trasferita in un garage sotterraneo in via Cesare Beccaria a Roma.

 Senza Titolo, 1969, Galleria L'Attico Roma

Senza Titolo, 1969, Galleria L’Attico Roma. Foto di Caludio Abate della celebre opera con i cavalli di Kounellis

Sempre nel 1969, nel mese di marzo, Kounellis partecipa ad un’importante mostra collettiva alla Kunsthalle di Berna curata da Harald Szeemann intitolata Live in your head. When Attitudes Become Forms, ed espone una serie di sacchi di tela grezza con dentro del cibo: caffè, fagioli, lenticchie, riso. A dicembre del 1969 espone a Napoli alla Galleria di Lucio Amelio e presenta oltre a varie opere anche Libertà o morte W Marat W Robespierre.

Negli anni ’70 il linguaggio di Kounellis cambia ulteriormente e la sua opera si arricchisce di nuovi elementi. Nel 1970 partecipa alla mostra collettiva Amore mio a Palazzo Ricci a Montepulciano curata da Achille Bonito Oliva. A novembre partecipa alla mostra collettiva Vitalità del negativo, curata sempre da Bonito Oliva a Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel quale presenta una musicista mentre suona al pianoforte un frammento tratto dal Nabucco di Verdi. A dicembre del 1970 espone ad una mostra collettiva intitolata Fine dell’alchimia, curata da Maurizio Calvesi, nella quale presenta Motivo Africano.

Nel 1971 espone al Kunstverein di Monaco e presenta Omaggio a Morris Louis. Nello stesso anno partecipa agli Incontri Internazionali d’Arte a Palazzo Taverna a Roma. Alla fine del 1971 inaugura con una mostra antologica la nuova sede dell’Attico presentando Senza Titolo (La tarantella).

Nel 1972 presenta un nuovo lavoro che consiste in un cavallo su cui sopra si trova Kounellis mentre tiene una maschera sul volto con le sembianze di Apollo. La stessa opera viene riproposta nel 1974 a New York alla Galleria Ileana Sonnabend. Sempre nel 1972 Kounellis espone se stesso con le labbra ricoperte d’oro agli Incontri Internazionali d’Arte a Roma. Sempre nel 1972 espone a Documenta di Kassel curata da Harald Szeemann.

A marzo del 1973 espone alla Galleria La Salita di Roma, spazio espositivo di Gian Tomaso Liverani: dietro ad un tavolo in cui sono sparsi dei frammenti di una statua virile antica è posto sopra il busto un corvo nero impagliato, Kounellis si trova dietro al tavolo mentre indossa la maschera col volto di Apollo e poco distante da lui un musicista suona col flauto un frammento di Mozart.

Nel 1974 espone nuovamente alla Galleria L’Attico, dipinge le stanze ognuna con un colore diverso mentre nell’ultima stanza si trova una ballerina che nasconde il suo volto.

Nel 1975 espone alla Galleria Area di Firenze ad una mostra curata da Bruno Corà.
A maggio del 1975 propone l’opera Tragedia Civile alla Galleria Lucio Amelio.
Nel 1976 lavora nell’Albergo Lunetta a Roma dove presenta il suo lavoro costituito da una taglio sulla parete.
Nel 1980 espone al Museum van Hedendaagse Kunst di Gent.

Nei primi anni ’80 espone in una serie di musei Europei, alcune mostre significative di questi anni sono curate da Rudi Fuchs.
Nel 1986 espone un’importante antologica al Museum Of Contemporary Art di Chicago.
Nel 1989 espone all’Espai Poblenou di Barcellona ad una mostra curata da Gloria Moure presentando dei quarti di bue sopra a dei riquadri di metallo.

Nel 1990 un’altra antologica dal titolo Via del mare è presentata allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Nel 1993 Kounellis inizia a lavorare come professore all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf. Sempre nel 1993 espone a Palazzo Fabroni di Pistoia ad una personale dal titolo Esposizioni di Paesaggi Invernali, curata da Bruno Corà. Nel 1995 espone alla Salara di Bologna ad una mostra personale curata da Pier Giovanni Castagnoli. Nel 1996 espone al Museo Nacional De Arte Reine Sofia di Madrid e successivamente a Napoli nella Piazza del Pebliscito.

Nel 1998 espone a Vienna una mostra intitolata Il sarcofago degli sposi. Nel 2001 si celebra una grande retrospettiva dell’artista al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato.

Nel 2002 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna l’artista presenta un grande labirinto in ferro e del carbone. Nel 2004 Kounellis partecipa alla mostra collettiva Forme per il David a Firenze. Negli ultimi anni molte sono le mostre alla quali partecipa l’artista, qui brevemente ricordiamo nel 2013 la mostra personale a Trieste; nel 2015 partecipa costruendo un’opera per l’evento della Fòcara in Puglia. Nell’estate del 2015 Kounellis espone alla Galleria Christian Stein a Milano e a giugno la sua opera celebre del ’69, i dodici cavalli vivi, viene esposta per la prima volta a New York nella Galleria di Gavin Brown.

Kounellis inoltre partecipa durante tutta la sua lunga carriera a molte Biennali di Venezia tra le quali ricordiamo tra le più significative quelle del 1972, 1974, 1976, 1978, 1980, 1984, 1988, 1993.
L’artista lavora e vive a Roma.

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