Barocchetto: lo stile barocco a Lecce

Ogni città italiana è ricca di storia e di arte. Possiamo vantarci di avere dei centri storici quasi completamente integri che raccontano, grazie all’architettura e alla struttura urbanistica, la loro trasformazione nel tempo. Lecce è una città esemplare da questo punto di vista.

Basilica-di-Santa-Croce-Lecce

Appena ci addentriamo nel centro storico della città, lo stupore riempe gli occhi per la grande ricchezza di palazzi e chiese decorate che hanno tutte un elemento comune: la pietra leccese.
Il colore chiaro della pietra conferisce alla città un’eleganza e un’armonia visiva che non sempre lo stile barocco, che è lo stile principe di tutta l’architettura cittadina, riesce a trasmettere.
La pietra leccese è un tipo di pietra che si trova per lo più nei dintorni di Lecce e le sue caratteristiche sono il colore chiaro e la morbidezza: è un materiale facilmente modellabile.
Così Michele Milano nel 1820 descrive la pietra:

“è dolce al tatto . […] nel cavarsi da banco è quasi pastosa. Esposta all’azione atmosferica indurisce. Stropicciata con un corpo duro manda odor bituminoso. […] è solubile con forte effervescenza nell’acido nitrico. Quindi gli edifizj di pietra sovente hanno le facciate corrose.”

Milano ci regala una testimonianza sulle caratteristiche della pietra e afferma anche che gli edifici sono corrosi dagli agenti atmosferici che, inevitabilmente, contribuiscono al modellamento della materia. Al tempo stesso però la patina formatasi sulla pietra ha permesso la sua conservazione fino ai giorni nostri, restituendoci un vero e proprio gioiello artistico.

Il barocchetto leccese

Il barocco leccese nasce durante la dominazione spagnola nell’Italia meridionale.
Dall’inizio dell’ XVII secolo fino al XVIII la città è protagonista di una grande trasformazione grazie alla costruzione di edifici, chiese e monumenti eretti nel nuovo stile che si allontana in modo definitivo da quello rinascimentale.

Il barocchetto leccese, così denominato per distinguerlo dal barocco tradizionale, è contraddistinto da decorazioni esuberanti, estrose, da elementi naturali portati all’estremo, da volti e personaggi decorati sulle facciate dei palazzi e delle chiese che esprimono tensione e movimento restituendo allo spettatore emozioni vive e concrete.
Entrare nella Lecce seicentesca significa quindi stimolare la fantasia e l’immaginazione.

L’impiego del nuovo stile stravolge l’aspetto antico della città. Lecce appariva come un centro fortificato per volontà di Carlo V che fa costruire il castello e le mura per difendere la città da attacchi esterni.
Nel 1600, gli architetti che si sono occupati della progettazione delle chiese e degli edifici della nuove Lecce, erano sopratutto locali. Il più importante tra questi è Giuseppe Zimbalo (1617-1710) che si occupa della decorazione di molte facciate e della progettazione di chiese.

Lavora alla Chiesa e al convento di San Giovanni Battista anche conosciuta come Chiesa del Rosario. Insieme ad altri artisti è artefice della splendida decorazione della Chiesa di Santa Croce; termina la Chiesa di Santa Teresa iniziata nel 1620 da Cesare Penna. Zimbalo inoltre ristruttura completamente il Duomo su commissione del vescovo Pappacoda creando un vero e proprio impianto scenografico funzionale alla visione d’insieme per chi entra su Piazza del Duomo, dove è possibile ammirare anche il campanile frutto anch’esso del lavoro dell’architetto leccese che progetta uno dei campanili più alti d’Europa.

Zimbalo viene inoltre incaricato di costruire la celebre colonna da Sant’Oronzo situata nel centro della Piazza di Sant’Oronzo, il fulcro dell’intera città. Sant’Oronzo è patrono di Lecce e a lui sono dedicate molte statue all’interno delle più importanti chiese leccesi.

Giuseppe Cino (1644-1722) è l’altro protagonista del barocchetto leccese ed ha contribuito a diffonderlo anche nel resto della regione pugliese. Cino prosegue la ricerca stilistica inaugurata dallo Zimbalo: lavora alla Chiesa di Santa Chiara, al convento dei Celestini nell’ordine inferiore della facciata.
Nel 1709 viene inaugurato il Palazzo del Seminario su suo progetto che diverrà uno degli edifici più importanti del barocco leccese.

Lo stile di Cino rivela alcuni elementi vicini al nascente stile Rococò ma la maestria dell’architetto negli interventi successivi è proprio quella di riuscire a portare continuità allo stile barocco precedentemente acquisito. Per questo motivo la città di Lecce riesce, nonostante gli interventi diversi in un arco di tempo di due secoli a mantenere un’unità stilistica unica nel suo genere dovuta anche l’utilizzo assiduo della pietra leccese.

L’importanza dei monumenti di Lecce è anche il rapporto che questi hanno con la struttura urbanistica. In un primo momento il cambiamento della città avviene sotto l’impulso dei committenti religiosi ma col passare del tempo anche gli edifici privati vengono progettati e decorati in stile barocco.
Il pregio artistico di Lecce è confermato dal fatto che il barocco Leccese insieme a quello di Gallipoli sono in attesa di essere inseriti nel patrimonio dell’Unesco e quindi diventare patrimonio dell’intera umanità. Ci auguriamo che questo accada presto.

Aggiungi un commento








Articoli correlati: