La storia delle quattro porte di Lecce

La città di Lecce conta quattro porte lungo l’antica cinta muraria voluta da Carlo V per fortificare la città. Ogni porta ha la sua storia e suoi simboli; alcune prendono il loro nome dal collegamento verso mete importanti come nel caso di Porta Napoli e Porta Rudiae; altre come quella di San Biagio o San Martino prendono il nome dal santo a cui furono dedicate.
Le porte di Lecce sono uno dei simboli della città e circondano idealmente il centro storico cittadino.

Lecce - porta Napoli

Porta Napoli, una delle quattro porte di Lecce.

Porta Rudiae

A sud-ovest di Lecce sorge una delle quattro porte anticamente usate per entrare ed uscire dalla città: Porta Rudiae. La porta è così chiamata perchè essa portava all’antica città di Rudiae ora non più esistente e conosciuta tradizionalmente per essere la città natale di Quinto Ennio, celebre poeta latino. La porta presente sin dal medioevo, venne ricostruita completamente nel 1703 da Giuseppe Guido e dai suoi due figli, Francesco e Angelo. L’impianto è simile a Porta Napoli ed appare come un classico arco trionfale. Al centro c’è il grande arco d’accesso, mentre per ogni lato due colonne con capitelli sorreggono i busti di quattro personaggi, i mitici fondatori della città: Euippa, Malennio, Dauno e Idomeneo. Al vertice della porta, sopra l’epigrafe che racconta la storia della ricostruzione del monumento, c’è la statua del patrono della città: Sant’Oronzo nell’atto di benedire.

Ai suoi lati altre due statue di santi sono posti più in basso, a sinistra San Domenico e a destra Sant’Irene.
La porta quindi risulta divisa in due parti ovvero la parte superiore costituita dai fondatori spirituali della città mentre la parte inferiore da quelli pagani.
Questo monumento celebra la fondazione di Lecce dai tempi più antichi fino all’età moderna.

Porta Napoli

Porta Napoli fu per molti secoli la porta di rappresentanza della città e venne così chiamata perchè da lì partiva la strada che portava all’importante Regno di Napoli. La sua costruzione risale al 1548 in onore di Carlo V d’ Asburgo.

I disegni del monumento sono attribuiti a Giovan Giacomo dell’Acaya, conosciuto come architetto militare. Come porta Rudiae l’aspetto ricorda un arco trionfale ma a differenza di porta Rudiae porta Napoli è costituita da un disegno più lineare e geometrico. Attorno all’arco d’entrata due coppie di colonne lisce con capitelli reggono un grande timpano che arriva all’apice della struttura.
Dentro al triangolo sono scolpiti una serie di simboli; il più importante è quello centrale: lo stemma della città in pietra leccese raffigurante l’aquila a due teste e la corona; segue il pendolo del Toson D’Oro, le colonne d’Ercole e alcune armi militari.

Porta San Biagio

La porta di San Biagio è conosciuta per essere stata da sempre il collegamento verso il Parco nel quale i leccesi andavano a passeggio appena fuori il centro cittadino. La porta, eretta nel 1774, è caratterizzata da quattro colonne doriche lisce mentre sopra l’arco di accesso è posizionato lo stemma della famiglia dei Borboni e il simbolo della città.
All’apice della porta è posizionata la statua di San Biagio, figura religiosa protettrice di Lecce oltre a quella di Sant’Oronzo.

Porta San Martino

La porta di San Martino venne purtroppo demolita nel 1800. Del suo aspetto non ci rimane nessuna testimonianza. Sappiamo però che portava alla marina di San Cataldo e alle varie masserie a nord della città.

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