Breve Biografia di Lucio Fontana: gli anni della formazione

Lucio Fontana nasce a Rosario di Santa Fe in Argentina il 19 febbraio 1899. Suo padre Luigi è un architetto e scultore di Varese che emigra in Argentina nel 1891. La madre è Lucia Bottini, un’argentina di origini italiane che fa l’attrice. Quando Lucio ha sei anni i genitori si separano e il padre si risposa con Anita Campiglio con la quale andrà a vivere insieme al piccolo Lucio.
In seguito Luigi avrà con Anita tre figli: Tito, Delfo e Zino.
Nel 1906 Fontana viene mandato in Italia dalla famiglia per frequentare le scuole. È affidato allo zio mentre la sua famiglia rimane in Argentina.
Frequenta il collegio Torquato Tasso a Bruno Inferiore in provincia di Varese per poi spostarsi al collegio arcivescovile a Seregno, nella bassa Brianza. Conseguita la licenza Lucio si trasferisce a Milano dove intanto era giunto il padre dall’Argentina ed inizia a lavorare nella sua impresa che produce monumenti funebri, decorazioni e sculture.
Durante l’apprendistato nella società paterna intraprende il liceo all’Istituto Tecnico Carlo Cattaneo, annesso all’Accademia di Brera, poi la Scuola Superiore di Arti Applicate all’Industria fino al 1916, quando decide volontariamente di partire per il fronte nella Prima Guerra Mondiale.
Durante la spedizione Fontana viene ferito sul Carso ed è costretto a tornare a Milano ottenendo la medaglia d’argento al valore militare.

L’esperienza della guerra segna inevitabilmente il giovane artista.
In un’intervista del 1943 pubblicata su “La Nacion”, l’artista racconta di aver “visto e vissuto tutto l’orrore dei campi per due anni” e dopo la guerra di essere tornato con “l’amaro sapore della tragedia, […] pieno di tormento e deluso.”
Ma Fontana racconta anche di come questa esperienza sia stata decisiva per intraprendere una ricerca artistica:

“Ho vissuto il campo di battaglia in tutto il suo clamore. È stato questo a farmi decidere per l’arte e per l’espressione esterna di tutte le reazioni che mi aveva provocato […] .”

Tornato a Milano dal fronte, Fontana prende il diploma da perito edile.
Nel 1920 muore il fratellastro Delfo e nel 1922 decide di tornare in Argentina continuando a lavorare nell’impresa del padre.
Nel 1924 vince un’importante concorso indetto dalla facoltà di Medicina di Rosario per la creazione di una targa commemorativa in onore di Louis Pasteur; grazie a questo importante riconoscimento il giovane artista decide di esplorare le sue capacità iniziando una lunga ricerca sull’immagine artistica.
A Rosario inoltre apre uno studio con il pittore Julio Vanzo, e, durante questi anni, partecipa ad alcune importanti esposizioni nella sua città.
Sono di questo periodo opere come Melodìas e Retrato de Juan Zocchi.

Nel 1927 ritorna a Milano ed inizia a frequentare l’Accademia di Brera dove segue in particolar modo lo scultore Adolfo Wildt, insegnante di scultura all’accademia. Wildt è un importante artista milanese conosciuto sopratutto per aver creato una serie di ritratti di Benito Mussolini e, proprio per questo motivo, appena cade il fascismo, la sua opera viene “demonizzata” per essere riscoperta e ristudiata solo negli anni ottanta del ‘900. Lucio si specializzerà in scultura proseguendo quindi la sua ricerca con la materia. Di questi ultimi anni 20’ sono le opere come il Dormiente, Madonna, Testa di ragazza, Eva, Vittoria Fascista; queste ultime due opere vengono proposte alla XVII Biennale di Venezia.

In questo fecondo periodo l’artista conosce un gruppo di architetti d’avanguardia con i quali inizierà diverse collaborazioni. Inoltre sempre in questi anni conosce la sua futura moglie, Teresita Rasini che sposerà nel 1956.

Le opere di Fontana legate alla giovinezza sono per lo più legate all’immagine reale percepita che poi viene riprodotta tramite la materia, ma la vera svolta per l’artista avviene nel 1949 quando fonda il MOVIMENTO SPAZIALE iniziando una ricerca quasi filosofica che lo spingerà all’esplorazione dei confini dell’arte tradizionale superandoli con la celebre serie dei buchi e dei tagli.

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