William Turner: giovinezza e formazione

William Turner è stato uno dei più importanti artisti inglesi del romanticismo pur avendo iniziato il suo lavoro nel periodo periodo precedente nel tardo Rococò.
Lavora per sessantanni ininterrottamente dimostrando la sua tenacia e genialità fino alla fine e proprio verso la vecchiaia negli anni quaranta dell’800 mette a punto il suo stile inconfondibile che lo rende un precursore assoluto dei movimenti impressionisti che nasceranno qualche decennio dopo a Parigi.

Turner - Tempesta di neve

J. M. W. Turner, Tempesta di neve, battello a vapore al largo di Harbour’s Mouth, 1842.


Nel film a lui dedicato uscito nel 2014 e diretto da Mike Leigh la vita di Turner viene affrontata negli ultimi venti anni della sua carriera e l’immagine dell’artista appare nel suo particolare modo di essere: un uomo di poco parole, burbero, certo del suo valore ma anche alla ricerca di uno spazio intimo e privato dove mantenere una dimensione personale lontana dal successo che tutti giustamente gli riconoscevano.
Della sua grande dote già in giovane età non avevano nessun dubbio i genitori che accettarono la genialità del figlio incitandolo a disegnare senza mai ostacolarlo. Turner nasce nel 1775 a Londra, già a dodici anni espone i suoi primi disegni riuscendo a venderli nella bottega del padre, un barbiere e fabbricante di parrucche. Il padre, dopo la morte della madre – che finirà purtroppo la sua vita in una clinica psichiatrica – diventa il più grande aiutante del figlio, preparandogli i colori e le tele per il lavoro giorno dopo giorno.
A quattordici anni Turner mentre va a trovare lo zio a Oxford durante l’estate, inizia a fare schizzi di paesaggio, una consuetudine che lo accompagnerà per il resto della sua vita. Il suo rapporto con la natura si manifesta già in giovane età come elemento di fondamentale importanza per la sua arte.
Nel 1791 a sedici anni espone alla Royal Academy, la più importante istituzione artistica dell’epoca. All’accademia continua ad esporre senza interruzione per altri sessantanni e nel 1799 ne diventa membro associato.

La formazione di Turner avviene in un primo momento sotto la guida di Thomas Malton che lo incarica come apprendista nella sua bottega. Malton è un celebre incisore e disegnatore che realizza topografie della città e il giovane Turner impara da lui la riproduzione prospettica di edifici e strade.
Successivamente l’artista si iscrive alla scuola d’arte per frequentare le lezioni di nudo. Nel 1807, dopo essere diventato membro effettivo dell’Accademia, ottiene nella stessa un ruolo da insegnante di prospettiva.

All’epoca nasceva in tutta Europa ed anche in Inghilterra l’interesse nel riproporre tramite disegni, stampe e illustrazioni, il paesaggio e le bellezze dei luoghi che divenivano importanti mete turistiche per ricchi borghesi.
Turner riproduce una gran quantità di paesaggi e gli vengono commissionati appositamente molti lavori di questo genere. L’artista quindi inizia a compiere una serie di viaggi a tale scopo, prima nel Kent poi nel Sussex dove visita e riproduce castelli, come il castello di Dolbadern in Galles.

Turner - Dolbadarn Castle

J. M. W. Turner, Dolbadarn Castle, 1800.

La riproduzione del paesaggio nella sua realtà effettiva e sempre più precisa era una delle prerogative dell’arte di fine settecento che sfocerà poi nella nascita della fotografia.

Nel 1799 Turner scopre l’opera di Claude Lorrain e ne rimane estremamente colpito. Coglie nel maestro francese la capacità pittorica di resa della luce nelle molteplici gradazioni cromatiche. Agli inizi dell’ottocento, grazie anche alla pace di Amiens, inizia il suo “Grand Tour” che gli permette la conoscenza dei più importanti artisti contemporanei e del passato. Visita la Svizzera, la Francia e Parigi nella quale il Louvre offriva, dopo il drastico saccheggio di Napoleone, opere dei più celebri artisti, in gran parte italiani. Viaggia in Italia, visita Venezia e Roma studiando sopratutto Raffaello.

L’artista si confronta con l’arte che vede durante i suoi viaggi di formazione e questo lo aiuta nella ricerca di uno stile personale che via via diventerà sempre più
autonomo e originale.
Nel 1814 apre una galleria personale, non si sposerà mai e continua a vivere con il padre che lo aiuta nell’organizzazione del lavoro.

Turner riceve anche un forte insegnamento da un importante artista e professore della Royal Accademy, Joshua Reynolds. Ma nel ‘cenacolo intellettuale’ dell’epoca c’erano anche le teorie di Edmund Burke sul “bello” e “sublime” e le teorie di William Gilpin, legate all’idea di paesaggio “pittoresco”. Su queste posizioni che trovano forte considerazione in un’istituzione come l’Accademia, la pittura di paesaggio si inseriva all’interno di un canone definito che doveva rispettare determinate regole. Sicuramente vigeva la regola della netta distinzione tra pittura di paesaggio e pittura di storia che Turner negli anni successivi riesce invece a fondere, invertendo però l’importanza data alla natura che diventa, nella sue opere, la protagonista assoluta: un’entità con una forza autonoma e dirompente.

Turner - Naufragio della Minotauro

J. M. W. Turner, Il naufragio della “Minotauro”, 1793.

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