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Musica classica e rock: incompatibili? Un laboratorio di sperimentazione per la musica del futuro.

Una riflessione sul futuro della musica (e dell’arte)

Il 2018 si apre con concerti e fuochi d’artificio in ogni piazza del mondo, e ci spinge a pensare alla bellezza e all’arte che potranno illuminare il nostro nuovo anno. Ma quale sarà l’arte del futuro? Quale la musica?

Il rock, il pop, la musica leggera, punk, metal, house? E se sì, che ne sarà della musica classica? Diventerà sempre più lontanta, piccola e dimenticata, o avrà modo e tempo di evolversi e adattarsi al nuovo millennio? Un notevole interrogativo dato che la questione ha molti aspetti.

La complessità e il valore artistico della musica classica sono davvero un patriomonio inestimabile per l’intera umanità. Mozart, Vivaldi, Bach e gli altri grandi maestri del passato ci hanno lasciato dei veri e propri capolavori. Ma questo patrimonio quanto è fruibile? Quanto questo patrimonio potrà fare parte anche del nostro futuro, e non solo del nostro passato?

La fatica di apprezzare

Cosa è dunque che rende difficile oggi apprezzare questi capolavori per quello che sono? Una breve riflessione sui tempi e il gusto che (giustamente) cambiano con le epoche porta ad alcuni elementi chiave che “ostacolano” oggi l’amore per la musica classica, tra giovani e meno giovani. Eccone alcuni:

  • la complessità: apprezzare una fuga di Bach a più voci implica attenzione e capacità di concentrazione, tutt’altro che stare liberamente a saltare sotto un palco degli AC/DC.
  • i volumi: la musica classica nasce acustica, ovvero senza amplificazione. Nasce in un’epoca in cui già il fatto di sentire suonare uno strumento generava meraviglia, mentre oggi, nell’epoca degli amplificatori, spesso e volentieri si vuole di più, e cerchiamo spesso quasi un’ubriachezza esaltante (a livello sonoro).
  • la forma: questa è l’epoca dell’informalità, del casual. Quanto feeling riusciamo a provare con frac e abiti da sera, ancora (troppo) spesso associati ai concerti di musica classica?

 

Laboratori e prospettive future.

Quante differenze. Ma anche quante possibilità. Già, percéè apprezzare è difficile, ma gli artisti, i veri artisti, quelli esistono ancora oggi. Panta rei: cambiano le forme espressive, ma non è detto che cancellare il passato sia necessario, nè che i giovani non apprezzino la musica classica o l’arte del passato. Molti sono i progetti artistico-musicali che ad oggi hanno il grande obiettivo di integrare la cultura musicale di ieri con quella di oggi, si vedano per esempio i bravissimi 2Cellos, oppure, per parlare di un progetto italiano tutto al femminile, il duo musicale Violino & Chitarra Elettrica in arte Golden Salt. Cosa hanno in comune questi progetti? Utilizzano strumenti classici come il violino o il violoncello e li rivisitano in un modo inatteso, tra rock pop e metal, portandoli su palchi rock ma suonandoli anche, a tratti, in modo classico. Attraversano le epoche e gli autori, passando da Bach ai Guns ‘n Roses, senza pregiudizi nè etichette. Progetti di nicchia? Neanche tanto. Forse proprio qui sta il futuro della musica (e dell’arte).

Tra musica classica e rock
Musica classica vs rock. Il futuro della musica tra nuovi duo e non solo.
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