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Cosa sono i libri d’artista: alcuni esempi famosi

Benché gli artisti si siano sempre occupati di stampa e il loro intervento abbia sempre interessato i libri per quanto riguarda illustrazioni e realizzazione di copertine, è dal XX secolo che essi hanno iniziato a sperimentare nuove forme d’arte attraverso il libro, fino a quel momento tradizionalmente legato al testo letterario.

I primi esempi risalgono ai primi anni del Novecento, con l’interesse di alcuni artisti per manifesti, opuscoli, libri, e poi prosegue e si realizza in modo più concreto nel periodo delle Avanguardie storiche, e precisamente nel momento in cui si sviluppa il Futurismo. In questo momento, infatti, gli artisti che seguirono le idee di Filippo Tommaso Marinetti (ma anche legati al Futurismo russo, al Dada e al Surrealismo) iniziano non solo di utilizzare materiali diversi per comporre libri, ma anche a pensare il libro come oggetto d’arte a sé stante.

depero futurista
Il “libro imbullonato” Depero futurista dell’artista Fortunato Depero.

Il libro diventa quindi un simbolo di una certa rivoluzione nell’arte, di un rinnovamento dell’espressione artistica.
Esempio ne sono i lavori di Fortunato Depero, di Emilio Isgrò e di molti altri artisti che si può dire “decontestualizzano” il libro per portarlo nell’arte, facendolo diventare parte integrante di essa.

E così ecco libri con pagine di latta, copertine serrate con bulloni, in vetro soffiato, con sabbia, l’utilizzo di caratteri da stampa inusuali, l’utilizzo del collage, magari coinvolgendo altri supporti tratti dalla quotidianità (per esempio carta da parati) o dalla pubblicità (manifesti, opuscoli…), libri in cui il contenuto letterario viene stravolto o apparentemente distrutto.

Un vero impulso per il libro d’artista si ha dopo la Seconda guerra mondiale con Dieter Roth, poeta, artista e grafico che lavorerà a lungo con i libri, decostruendone la forma in modo molto originale (alcune sue opere, per esempio, riportano libri forati che lasciano al fruitore la possibilità di vedere più pagine contemporaneamente; altri, completamente illeggibili, integrano addirittura del cibo).

Allo stesso modo, un altro artista, pittore e fotografo statunitense, Edward Ruscha, si concentra sul libro, nel suo caso agendo anche su una diversa distribuzione dello stesso.
Negli anni Sessanta e Settanta lo sviluppo del “livre d’artiste” si realizza attraverso diversi movimenti artistici, quali la pop art, l’arte concettuale, l’arte povera, la poesia visiva e Fluxus, il movimento d’avanguardia nato dalle classi di composizione sperimentale di John Cage alla New School for Social Research, attivo soprattutto in Germania e fondato da George Maciunas.

Molti saranno i poeti visivi e i protagonisti della musica, della danza, del teatro che produrranno in questo periodo libri d’artista. Ricordiamo per esempio anche le opere di Yoko Ono e il notevole contributo di Bruno Munari.
L’editoria indipendente diventa in questo momento un’alternativa alle gallerie e ai musei tradizionali e il libro un oggetto su cui sperimentare e sperimentarsi.
Diverse le case editrici che pubblicano libri d’artista che nascono proprio in questo periodo e le librerie specializzate che vengono aperte dagli artisti stessi.

Cosa sono i libri d’artista

La definizione di “libro d’artista” è stata ed è oggetto di molte discussioni ed è forse riduttivo definirlo semplicemente un oggetto tramite il quale un artista può esprimere la sua arte.
Benché un libro d’artista sia difficilmente definibile, in un certo qual senso potrebbe essere inteso come un mezzo, uno spazio, un formato attraverso il quale un artista può fare arte.

Altra questione che può generare confusione è la classificazione dei libri d’artista. Spesso infatti è opportuno operare una distinzione tra libri d’artista, libri figurati d’autore e libri oggetto.
Molto spesso si tratta di pezzi unici, anche se non mancano esempi di stampe in edizione limitata e numerata e casi in cui essi sono invece stati prodotti in un gran numero di copie per consentirne una distribuzione economica.
In ogni caso, sia esso un “unique”, sia esso limitato a pochi esemplari o riprodotto ad alta tiratura, si tratta di una creazione artistica frutto di un’esperienza unica. Il libro è esso stesso opera d’arte, o in quanto oggetto, o in quanto contenuto. Esso infatti “scardina” la funzione propria del libro, oltre che la sua forma, divenendo uno strumento di comunicazione artistica.

Tra gli editori di libri d’artista oggi attivi in Europa tra i più interessanti, vogliamo ricordare le edizioni Patrick Frey, Roma Publication, Three Star Books, Pierre Von Kleist Editions e la casa editrice italiana Corraini, con la quale hanno pubblicato artisti di grande spessore quali Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti e Enzo Mari, ma che soprattutto è stata resa celebre per la sua duratura collaborazione con Bruno Munari, uno dei protagonisti più originali dell’arte, della grafica e del design italiano del Novecento.

Cinque famosi libri d’artista

  • Depero futurista
    “Depero futurista”, conosciuto anche come “il libro imbullonato”, realizzato dal pittore, scultore e designer futurista Edoardo Depero nel 1927, raccoglie alcuni suoi esperimenti tipografici, arazzi, manifesti pubblicitari ed è rilegato con due grossi bulloni industriali. Impaginato dal pittore Rovereto, fu pubblicato a cura di un altro futurista, l’aviatore Fedele Azari, a cui si deve l’idea di utilizzare due bulloni per la rilegatura e che, nelle prime pagine, scrisse: “Questo libro è meccanico / imbullonato come un motore / pericoloso / può costituire un’arma proiettile / inclassificabile / non si può collocare in libreria / fra gli altri volumi”.
  • Twentysix Gasoline Stations
    Con “Twentysix Gasoline Stations”, Edward Ruscha, nel 1963, sperimenta l’utilizzo del libro non tanto sotto il punto di vista della forma quanto della sua fruizione e distribuzione. L’arte, con lui, esce dalle gallerie e dai musei per “viaggiare” sulla strada. Egli predilige una stampa ad alte tirature, economica, per i suoi libri fotografici a tema. In questo, stampato in migliaia di copie, è contenuta la sequenza di ventisei fotografie da lui scattate a pompe di benzina. Ruscha scelse di distribuire le copie del libro, né autografate né datate, nelle stazioni di rifornimento che aveva fotografato.
  • Water Yam
    “Water Yam” è un libro d’artista dell’americano George Brecht ed è considerata una delle opere più influenti pubblicate da Fluxus. Pubblicato originariamente in Germania nel 1963 in una scatola disegnata da George Maciunas e impaginato da Tomas Schmit, da allora è stato ripubblicato diverse volte in vari Paesi. La scatola, chiamata anche “Fluxbox” o “Fluxkit”, contiene una serie di “partiture” che contengono delle istruzioni, note come “punteggi degli eventi” o “punteggi di flusso”. Queste partiture lasciano molto spazio al caso, imponendo un ampio grado di interpretazione sia agli interpreti sia ai fruitori. L’intenzione dell’artista è stata quella di “fare in modo che i dettagli della vita quotidiana, le costellazioni casuali di oggetti che ci circondano, smettano di passare inosservate”.
  • Quadrante illeggibile bianco e rosso
    “Quadrante illeggibile bianco e rosso” di Bruno Munari, del 1964, è un ottimo esempio di come molti artisti siano intervenuti sul formato del libro. Si tratta di uno dei libri proposti da Munari nella serie di libri illeggibili, in cui egli esplora e sperimenta una comunicazione totalmente visiva, tralasciando del tutto i contenuti di testo. È composto da quaranta fogli di cartoncino bianco e rosso in varie forme, di modo che, a ogni nuova pagina, il fruitore trova una diversa combinazione. Anche la copertina stessa ha una forma particolare: è infatti formata da un foglio ripiegato che forma una serie di triangoli.
  • Salsiccia di letteratura
    “Salsiccia di letteratura” (“Literaturwurst”)“Salsiccia di letteratura” (“Literaturwurst”) è un libro d’artista realizzato tra il 1961 e il 1974 da Dieter Roth, uno dei molti artisti associati al movimento Fluxus. Si tratta di una serie di libri – ovviamente illeggibili – realizzati usando ricette tradizionali, ma sostituendo la salsiccia con libri e riviste macerati a cui venivano aggiunte spezie e altri alimenti. Il tutto insaccato proprio come una salsiccia. La copertina, firmata e datata, era rappresentata dall’etichetta incollata all’esterno della salsiccia.

Alessandra Buschi

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