Recensione di Tron Legacy


Tron Legacy è il sequel di Tron, diretto da Joseph Kosinski, con il premio oscar Jeff Bridges, Garret Hedlund e Olivia Wilde (la 13 del Dr. House). La colonna sonora è dei Daft Punk che appaiono anche in una scena del film.
Un importante creatore di videogiochi, mentre sta lavorando ad un progetto rivoluzionario, sparisce misteriosamente lasciando solo, dalla sera alla mattina, il figlio che anni dopo andrà a cercarlo nel mondo virtuale creato dal padre.
Il film, è bene dirlo subito, è un’americanata doc. Effetti speciali al massimo e scene “coatte” davvero. Per gli appassionati del genere e i patiti di musica elektro bella tosta il film è sicuramente godibile.
Andando oltre questa facciata patinata, comunque di un certo livello, il film non è un capolavoro, forse neanche un bel film, ma ha un suo senso.
Il mondo parallelo, la “rete”, creata dal protagonista Kevin Flynn (Jeff Bridges), può essere intesa, forzando un po’ la trama, come il mondo immaginario e fantastico interiore del figlio alla ricerca del padre. Dalla sua esperienza nella “rete” Sam Flynn, non vi rovino il finale, ritornerà con qualcosa di nuovo che lo porta a cambiare la sua vita.
La “rete” è chiaramente un richiamo a internet, il film può essere letto anche come una “riflessione” (prendete riflessione con le pinze), sui mezzi di comunicazione c’è infatti un diatriba, all’interno della società di Flynn, sull’open source…
Non ho visto il primo Tron, e penso che non lo vedrò 🙂 , ma i vostri pareri, sia sul primo che sul secondo, sono i benvenuti…

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