L’età dell’oro e dello stato sociale

A Bretton Woods viene stabilito un nuovo ordine economico mondiale: cambi fissi, FMI (stabilizzazione dei cambi, soprattutto, ma anche allargamento del commercio mondiale e diminuzione dell’occupazione), Banca mondiale.

Il boom economico mondiale: 1950-1973 . Il tasso medio pro capite crebbe in Giappone dell’8% annuo, in Europa del 4%, negli USA del 2,4%. Europa e Giappone si riavvicinarono agli Stati Uniti.

Inflazione (rialzo dei prezzi e corrispondente perdita di valore della moneta) bassa intorno al 4%. Disoccupazione nei paesi avanzati sotto il 2%. Secondo molti fu il riarmo per la guerra fredda la causa del boom. Forse può essere spiegato con la rivoluzione tecnologica. Dopo la guerra vi fu una trasformazione del capitalismo che divenne capitalismo misto (stato – libera impresa). Nessuno predicava più il libero scambio. Il commercio si sviluppò liberamente grazie agli accordi post-bellici e alle monete stabili.

Gli stati europei condizionati storicamente dalla questione sociale dell’800 non rinunciarono mai a politiche di stato sociale o stato del benessere (welfare state). L’Europa tende alla massima occupazione, è dunque in opposizione, leggera, con il neo-liberismo capitalistico statunitense.

La società dei consumi è stata la lapide sui valori, cristiani e socialisti in primis. Agli inizi degli anni settanta anche questo modello scricchiola.

L’economia da internazionale diventa transnazionale con i fenomeni: 1) delle multinazionali 2) la divisione internazionale del lavoro 3) i paradisi fiscali e finanziari (offshore)Londra divenne uno dei centri dell’economia offshore. I dollari depositati nelle banche inglesi e non rimpatriati per timore delle restrizioni americane vennero immessi nel mercato col nome di eurodollari, viaggiavano totalmente incontrollati così come il mercato mondiale che su di essi si costruì. Gli stati cedettero il passo, l’economia era gestita da grandi aziende offshore.Termina l’età dell’oro: gli stati da stati del benessere diventano assistenziali. Le rivolte studentesche del 1968 risultano totalmente impreviste.

Nel 1971 Richard Nixon annuncia che il dollaro non è più convertibile in oro. E’ la fine di Bretton Woods.

Crisi del petrolio del 1973: in conseguenza della guerra del Kippur arabo israeliana l’OPEC fa salire i prezzi del petrolio creando una spirale sfavorevole per tutta l’economia mondiale. Le varie classi dirigenti in nome di un generico ritorno al libero mercato diminuirono gli interventi statali nell’economia, cosa che, quantomeno all’inizio, peggiorò la situazione.

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