Othello di Oliver Parker – Una recensione

Othello di William Shakespeare. Regia di Oliver Parker interpretato da Lawrence Fishburne nel ruolo di Othello, Irene Jacob in quello di Desdemona, Kennet Branagh in quello di Jago. Riadattamento cinematografico del celebre dramma storico. Prodotto negli USA nel 1996. Proiettato al cinema nel 1997.

 

LA TRAMA

 

La vicenda comincia a Venezia durante la preparazione della guerra contro i Turchi e il Doge intende avvalersi dell’abilità di Othello, coraggioso generale nero innamorato di Desdemona affascinante figlia di un senatore veneziano. Jago alfiere di Othello, non tollera né il suo padrone né il luogotenente Cassio, avvisa quindi il padre di Desdemona dell’amore tra i due giovani ma costui, davanti al Doge e al Consiglio deve cedere dinanzi all’evidente amore di Desdemona. Jago, con una fitta rete di astuti tranelli, aiutato dall’ingenuo Roderigo innamorato di Desdemona, riesce a privare Cassio del titolo di luogotenente. Othello vittima della gelosia ispirata dalle maldicenze di Jago, uccide Desdemona. Emilia, moglie di Jago, smaschera il marito ed Othello capendo il suo errore, si ucciderà.

 

Notte. Una donna che corre. Una musica angosciosa che servirà da sottofondo per tutto il film. Lo spettatore è già nel dramma. La macchina da presa è sempre mobile, spesso stacca su paesaggi o sui volti. Gli attori si rivolgono spesso direttamente agli spettatori, in particolare Jago. I monologhi, troppo lenti per il cinema sono, infatti, sostituiti da primi piani in cui l’interprete si rivolge alla telecamera con cui il regista gioca (viene quasi svelata da Jago che poggia la sua mano sulla cinepresa). I tormentati pensieri di Othello sono sostanzialmente o flashback o sogni di natura erotica dell’ipotetico tradimento, sempre molto complessi e con un montaggio molto articolato.

La tragedia è vista nella sua interezza senza un particolare approfondimento su una chiave di lettura specifica ma sempre su uno sfondo di azione, tensione, violenza e romanticismo.

Ogni personaggio è trainato da un forte desiderio verso qualcosa ed in questa luce va considerato l’intreccio di emozioni che caratterizza l’opera shakespeariana.  Ogni singola azione è diretta conseguenza della logorante passione di uno dei protagonisti.

Eppure cosa rimane di tanto amore, passione ed amicizia? Solo una lunga catena di morte. Sono bramosi gli artigli della tentazione, della gelosia, del male. Jago, figura del male e della ragione che calcola. Colui che semina il sospetto. Ed arriva diretto un messaggio angoscioso, Con una sola scintilla tutto il bene costruito su amore, giuste lotte, rispetto e fiducia viene cancellato.

Naturalmente di valore assoluto è il soggetto anche se adattato alle tecniche espressive della cinematografia. Anche la sceneggiatura è chiaramente stata riadattata  pur mantenendo sostanzialmente la struttura originale.

 

IL RAZZISMO

 

Occorre ricordare che Lawrence Fishburne è il primo attore di colore ad interpretare Othello. Si cala completamente nel ruolo senza risentire più di tanto del peso dei numerosi interpreti che lo hanno preceduto in passato anche se in alcune scene  sembra soffrire un po’ il pathos della trama esagerando in alcuni passaggi (si fa riferimento alla scena dell’attacco epilettico ed alla scena finale). Nella parte anche Desdemona che paga però la sua bellezza molto moderna. Di indubbio valore anche Kenneth Branagh di cui è nota la fama anche come regista. Sicuramente incisivo e coinvolgente nelle scene in cui si rivolge al pubblico.  Oliver Parker decide di non prestarsi ad una personale interpretazione del soggetto, questa scelta comporta però dei rischi se congiunta con quella di vedere, come lui stesso spiega, “…l’opera teatrale come un thriller erotico…” trainato dalla passione. Il rischio è quello di non riuscire a trasmettere nella sua integrità la rete emozionale che l’opera indubbiamente diffonde a teatro. La sostituzione dei monologhi di Jago con dialoghi con lo spettatore, pur avendo una grande importanza perché mantiene viva l’attenzione e coinvolge il pubblico, può in alcuni casi risultare non in linea con la poeticità ed il ritmo della vicenda soprattutto per il valore spesso eccessivamente didascalico degli interventi di Branagh. Jago, in sostanza, spiega il suo intento e ciò che dovrà fare per raggiungerlo. E’ però comunque un’ottima idea quella di permettere a Branagh di guardare lo spettatore negli occhi, cosicché siamo partecipi del male di Jago quando subito dice: ”Io non sono ciò che sono”.

Ne risulta un film di valore che non stravolge né interpreta eccessivamente l’opera. Parker alla prima esperienza non teme paragoni difficili e pur con mano inesperta e che può apparire insicura rappresenta il suo “thriller erotico” in pieno stile cinematografico americano con forse uno sguardo di troppo ai botteghini ed una visione un po’ riduttiva dell’opera ma di grande efficacia.

Sono proprio le soluzioni espressive, inedite per questo celebre dramma, a caratterizzare il film ed appaiono decisamente adatte all’interpretazione del regista anche se un po’ meno al testo originale.

L’attualità e forse l’immortalità del messaggio non è in discussione. Il razzismo, il doppio, sono tematiche valide attualmente.

Un film costruito attorno alla precarietà ed alla insicurezza dell’uomo visto con gli occhi di Jago, ma anche sulla bellezza dell’amore eterno, quello di Desdemona aldilà della razza, delle apparenze, della vita, e del pentimento, quello di Othello, talmente grande da portare al suicidio.

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