Feuerbach – Essenza della religione – Un riassunto schematico

Lo schema che segue fa riferimento all’edizione economica Laterza a cura di Carlo Aschieri e Claudio Cesa. I numeri tra parentesi indicano le pagine della edizione sopra citata.

– Natura è l’ente diverso dall’essenza umana, ciò che l’uomo differenzia da sè

– Fondamento della religione è il sentimento di dipendenza; l’oggetto di questa dipendenza è originariamente la natura come è abbondantemente dimostrato dalla storia di tutte le religioni

– Se per religione si intende questa dipendenza essa è innata; se si intende il teismo essa non lo è. Nel primo caso la religione è anche necessaria come lo sono luce e aria per occhi e polmoni

– Origine del politeismo: l’uomo determinato è dipendente non dalla natura in generale ma da questa terra, da questo cielo. L’uomo universale fa oggetto di culto la sua essenza universale, che considera Dio.

– Entità ausiliatrici: è stato grazie agli animali che l’uomo si è innalzato dallo stato animale, essi erano fondamentali e per questo oggetto di culto

– I cristiani non hanno più la natura come oggetto di culto ma un ente indipendente da essa che viene pregato solo in quanto autore e sostegno della propria esistenza. Questo culto dipende quindi solo dal culto che l’uomo ha per se stesso. Scarsa considerazione della vita = scarsa considerazione della causa della vita (5)

– I cristiani criticano i pagani perchè si arrestano nelle loro preghiere alla creatura e non giungono al padre celeste. Perchè bisognerebbe farlo? Sentimento religioso solo per i propri genitori. Siamo enti individuali. (6)

– Solo nel pensiero e nella rappresentazione dell’uomo la serie ininterrotta di cause finite che gli atei di un tempo consideravano indefinita, i cristiani finita. Nella realtà questa noiosa serie di cause viene interrotta e tolta dalla differenza, dalla individualità delle cose, che sono qualche cosa di autonomo, di nuovo, di unico, di definitivo, di assoluto. (7)

– Il Dio del sale(messicani) è il sale stesso che per le sue proprietà appare all’uomo divino ossia benefico, splendido, prezioso e ammirevole. L’ordine è per i teisti sempre stato prova di un reggitore intelligente solo a causa della scarsa conoscenza della natura (8)

– La credenza che nella natura si presenti un ente esterno è falsa. Questo spirito autonomo è l’immaginazione dell’uomo. (9)

– La natura non è solo l’oggetto originario della della religione ma anche il sottofondo permanente anche se non palese. Dio non è fondamento della natura. E’ vero, anzi, il contrario (10)

– Il Dio non antropomorfico, non umano, non è altro se non l’essenza della ragione (12)

– Se l’origine della natura fosse lo spirito sarebbero spirituali anche le attuali manifestazioni della natura. Vengono eliminate le cause seconde della superstizione (miracoli, spiriti, diavoli) ma non la causa prima. (13)

– Un ente che abbia l’onore di non presupporre nulla ha anche l’onore di non essere nulla (14)

– Il potere della natura non è in grado di fare qualsiasi cosa, come Dio (ossia l’immaginazione umana).(18)

– L’ente individualizzato è superiore a quello non individuale. Chi rinuncia all’inizio e alla fine rinuncia alla vitalità. L’eternità esclude la vitalità(19)

– L’unità è sterile e fecondo è soltanto il dualismo, la differenza(20)

– L’origine della vita è inspiegabile ma questo non autorizza a superare i limiti della natura finchè non la si conosce completamente. Non autorizza a divinizzare l’ignoranza in un essere che dovrebbe spiegarla ma non spiega nulla.
Questo ente è l’assenza intellettuale di cause materiali. Queste negazioni (ad esempio: non so l’origine, non so da dove vengo) diventano un ente positivo(23)

– Originariamente l’uomo non si distingue dalla natura né distingue la natura da sé; considera caratteristiche dell’oggetto le sensazioni che esso suscita in lui. Le impressioni cattive sono date da un ente cattivo e malefico e quelle buone da uno buono. L’uomo così involontariamente e necessariamente(ma è una necessità storica) fa dell’ente naturale un ente soggettivo ed umano. In un secondo momento esso diviene oggetto di religione. L’uomo adora oggetti perché crede che essi siano enti come lui o almeno sede di enti come lui(trasposizione)(26)

– E’ la mutevolezza la caratteristica naturale che fa credere all’uomo che la natura sia dotata di volontà e la rende oggetto religioso.
La mentalità irreligiosa o atea è rappresentata dal ciclope di Euripide:” la terra deve, lo voglia o no, far crescere l’erba per nutrire il mio gregge” (27)

– Il sentimento di dipendenza dalla natura, collegato con la rappresentazione della natura come ente personale e dotato di volontà, è l’origine del sacrificio.
Il bisogno è il sentire il mio non essere senza la natura, il godimento è il sentimento opposto, la mia autonomia, dimentico di Dio.
Appropriarsi e sfruttare la natura è una specie di infrazione, per essere a pari si sacrifica qualcosa dell’uomo(28)

– L’essenza della religione, nella sua integrità, si concentra ed ha la sua forma sensibile nel sacrificio. Il sentimento di dipendenza, il timore, il dubbio spingono al sacrificio il cui esito sono il coraggio, il godimento e la beatitudine.
Il fondamento di tutte le religioni, anche di quella cristiana, è la divinità della natura ma il fine è la divinità dell’uomo(29)

– Presupposto della religione è il contrasto tra volere e potere, pensiero ed essere. La tendenza e il fine della religione è volto a togliere questa contraddizione o contrasto. L’ente che toglie queste contraddizioni è l’ente divino(30)

– La religione fa dipendere dalla natura umana ciò che ne è indipendente; dal lato dell’oggetto da Dio, dal lato del soggetto dalle preghiere (31)

– Il desiderio è l’origine e l’essenza stessa della religione. L’uomo desidera e Dio realizza i desideri. “che Dio ti dia dei figli” e “io desidero che tu abbia figli” sono lo stesso solo formulato prima in modo soggettivo, irreligioso, pelagiano e dopo in modo oggettivo, religioso, agostiniano (32)

– L’uomo cerca Dio nella disgrazia. Nella disgrazia sente di essere limitato e di non poter fare ciò che vuole (33)

– Compito della religione, così come quello della cultura, è quello di sottrarre la natura alle regioni oscure e terrificanti rendendola più familiare. Ciò che viene compreso dalla cultura, giurisprudenza, farmacologia, viene sottratto alla religione (34)

– Nella religione naturale l’uomo prega ciò che vorrebbe sottomettere (35)

– Gli spiriti, i Manitù non sono altro che le rappresentazioni e le immagini degli oggetti o delle persone (spirito dei morti).
Ciò che nella realtà è una pietra nella immaginazione divina è un ente vivente; la religione supera questa contraddizione avendo come oggetto religioso un ente spirituale (36)

– Come l’uomo si trasforma da un ente solo fisico in uno politico che si distingue dalla natura così accade anche al
Dio. Il sovrano è divino e le sanzioni diventano universali ed il codice penale codice della natura (37)

– Gli abitanti di oriente stanno a quelli di occidente come quelli di campagna a quelli di città. I secondi si orientano solo su se stessi; la terra si spoglia dai caratteri divini e Dio diventa un ente puramente rappresentato (38)

– Il mondo o la natura appaiono all’uomo secondo la rappresentazione che egli ne ha. Le sue rappresentazioni sono immediatamente realtà e verità e il mondo gli appare come lui stesso è (40)

– Con la creazione il Dio diventa onnipotente. Soprannaturalismo assoluto (41)

– Per i teisti la teoria dell’unità di Dio è una dottrina rivelata, soprannaturale. L’uomo ha in se stesso la fonte del monoteismo: l’unità della coscienza e dello spirito umano (42)

– Il monoteismo nasce là dove l’uomo fa della natura esclusivamente uno strumento per la realizzazione dei propri fini. L’essenza di essa è la relazione con se stesso, punto unificatore ed accentratore della natura.
la teoria del Dio creatore ha senso solo se l’uomo è il fine del mondo (43)

– Il Dio superiore alla natura che la fonda e la crea è l’essenza spirituale dell’uomo che l’uomo fa altro da lui in quanto è causa della natura, cosa impossibile per l’uomo. Egli insomma, connette la propria essenza spirituale a quella della natura. Questa natura di sfinge è l’idolo della mistica e della speculazione (44)
p.93 Uomo/Natura Dio come inutile mistura

– Il principio del conoscere è, per l’uomo, il principio dell’essere. Il pensiero dell’oggetto è l’essenza dell’oggetto, l’ a posteriori è l’ a priori. L’uomo pone il mondo sulla testa . L’ente razionale e pensante sono l’ente primo anche fisicamente(45)

– La teleologia è data dalla contraddizione tra la necessità della natura e l’arbitrio dell’uomo. Se la terra fosse dove è Mercurio si morirebbe di caldo, quale magnificenza è la posizione della terra! Ma cos’è questa magnificenza? Solamente il negare la stupidità umana che situa arbitrariamente, nel pensiero, la terra in luogo in cui non è (46)

– Dove la natura mostra ordine l’uomo vede la ragione, ma questo ordine non è la ragione, non è un ente di pensiero ma una necessità materiale, quindi eccezionale, irregolare al punto che l’uomo l’immagina libera(48)

– La provvidenza naturale ci abbandona nel caso determinato, lì interviene la provvidenza divina. La zona individuale casuale, imprevedibile è il territorio degli dei, ciò che è contingente ed oscuro diventa oggetto della provvidenza, della certezza, della fiducia (50)

– 51 presente/passato, dei degli interstizi, il presente è ateo.

– Gli dei sono uomini senza limiti (eternità, eterna felicità).
Importanza dei miracoli: uniche prove degli dei come diversi dalla natura. Il Dio che adempie solo le preghiere che possono essere realizzate anche senza di lui è la necessità naturale, celata sotto il nome di Dio (52)

– La fede in un Dio è o la fede nella natura intesa come un essenza umana (politeismo) o la fede nell’essenza umana intesa come l’essenza della natura (monoteismo). Il primo dice: se la natura non è non sono neanch’io. Il secondo: se io non sono non è neanche la natura. Arriverà il tempo in cui ad illuminare e riscaldare l’umanità sarà la fede nella pura luce della natura e della ragione (53)

– Contro il razionalismo teologico. Se Dio è solo il principio e la causa della natura allora bisogna evitare il nome di Dio. Il principio della natura è sempre naturale. Dio esiste solo nella religione, non lo si può portare fuori dal suo campo.
La morte in Grecia e nel cristianesimo. Felicità e beatitudine. La beatitudine è la verità del Dio cristiano (55)

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