L'origine dell'uomo. Parte prima, Capitoli 3 e 4
Riassunto di alcuni passi de L'origine dell'uomo e la selezione sessuale di Charles Darwin
Le pagine tra parentesi sono in riferimento all'edizione della Newton Compton Editori, 2006, Roma.
Darwin sottolinea nell'introduzione l'obiettivo dell'opera. L'analisi tende a scoprire se l'uomo è
- Disceso da qualche forma preesistente
- Il modo di questo sviluppo
- Il valore delle differenze tra le razze umana
L'origine dell'uomo può dunque essere conosciuta, a differenza di quanto sostengono molti che sperano che resti sempre sconosciuta. La seconda parte dell'opera verte invece sulla selezione sessuale della cui esistenza Darwin è convinto sin dall'Origine della specie.
Bisogna quindi dimostrare se l'uomo discende da qualche forma preesistente e se vale anche per l'uomo la trasmissione ereditaria delle variazioni. Le variazioni sono governate da leggi generali. Infine, punto cruciale, va considerato se l'uomo si moltiplica al punto tale da originare dure lotte per l'esistenza.
E' noto, scrive Darwin, che l'uomo segua nella sua struttura fisica "lo stesso tipo o modello degli altri mammiferi". Questo vale anche per il cervello, come hanno dimostrato le ricerche di Huxley.
Molte malattie (vaiolo, cimurro, sifilide e colera) si trasmettono all'uomo dagli animali e viceversa.
Darwin prosegue introducendo un curioso argomento; infatti molte scimmie hanno gusti simili all'uomo, gli piace bere il tè, il caffè e gli alcolici e, come Darwin stesso può testimoniare, amano anche fumare tabacco (a proposito si può consultare Brehm, Thierleben).
Infine, l'intero processo riproduttivo è simile nelle scimmie e nell'uomo; dalla fase di corteggiamento a quella di allevamento.
L'ovulo da cui si sviluppa l'uomo è identico a quello da cui nascono gli altri animali ed anche l'embrione è molto simile a quello degli altri vertebrati.
E' solo in un periodo più tardo, osserva Von Baer, che l'uomo e gli altri animali si differenziano. Le zampe delle lucertole, le ali degli uccelli e i piedi degli uomini "derivano dalla stessa forma fondamentale"(scrive sempre Von Baer)
Darwin elenca poi alcune somiglianze tra l'embrione umano e alcune forme inferiori adulte. Gli esempi più noti sono quello del coccige (simile alla coda animale) e dell'alluce che, essendo leggermente spostato e non parallelo rispetto alle altre dita, è simile alle zampe degli altri quadrumani.
Conclude infine con un altra citazione di Huxley: "senza discussione il modo di originarsi e i primi stadi di sviluppo dell'uomo sono identici a quelli degli animali che lo seguono immediatamente nella scala zoologica: senza dubbio a questo riguardo egli è più vicino alle scimmie di quanto esse non lo siano all'uomo"
L'esistenza degli organi rudimentali è spiegata da Darwin in gran parte dal disuso di alcuni organi che, col procedere dell'evoluzione, divengono inutili e non funzionali. Oltre al disuso è la selezione naturale a ridurre l'uso di questi organi coadiuvata dall'economia della crescita. Tuttavia spiegare la soppressione definitiva di una parte di piccole dimensioni e già in disuso è molto complesso; forse, scrive Darwin, può essere spiegata dalla pangenesi.
Darwin elenca alcuni organi rudimentali dell'uomo:
- I muscoli del cranio
- I muscoli delle orecchie (molto utili agli animali)
- L'odorato è, secondo Darwin, una funzione molto indebolita e rudimentale
- I peli, residuo di una condizione scimmiesca
- La piccola sporgenza sull'elice, caratteristica di alcuni esseri umani, è ciò che resta delle orecchie a punta
- Il coccige (rudimento della coda)
- Le mammelle nei maschi
Immediatamente evidente a tutti è la grande variabilità individuale della specie umana e degli animali in genere. Sulle origini di questa variabilità siamo, scrive Darwin, in ogni caso molto ignoranti. Essa, comunque, appare prodotta dalle stesse cause generali nell'uomo e negli altri animali. Le leggi generali che governano la variabilità individuale sono state esposte da Darwin in Variations of Animals and Plants under Domestication tuttavia alcune di queste leggi meritano di essere ribadite.
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Azione diretta e definita del mutamento di condizioni ambientali E' un argomento che Darwin considera "assai dubbio". In particolare egli non è riuscito a trovare prove dell'ereditarietà di caratteri acquisiti per questa via. "Tuttavia non può esservi dubbio alcuno che il mutare delle condizioni produca una quantità quasi indefinita di variabilità fluttuante, da cui in qualche modo l'intera struttura è resa possibile".
Darwin si rifà in questo paragrafo alle ricerche di B.A.Gould in Investigation in Military and Anthrop (come sempre citato esplicitamente); confrontando le statistiche sui militari statunitensi la statura appare condizionata dal luogo in cui i militari sono nati e cresciuti; Gould non è riuscito comunque a specificare bene a cosa sia dovuta questa differenza di statura se non con proposizioni negative (non è data dal clima, non è data dalla comodità della vita ecc...)
Villermè invece è giunto a correlare la statura dei coscritti francesi con l'abbondanza o scarsezza della qualità della vita. Il dott. Beddoe ha dimostrato che risiedere in alcune città o svolgere alcuni lavori particolari ha influenza sull'altezza. Giungere ad un risultato preciso è comunque difficile.
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Effetti dell'accresciuto uso e disuso delle parti E' noto che l'uso insistito di determinate parti ne favorisca lo sviluppo (è il caso ad esempio dei muscoli). Tuttavia "non è certo, ma è probabile, che molte [...] modificazioni sarebbero divenute ereditarie, se alcuni modi di vivere fossero stati seguiti per diverse generazioni".
Darwin è convinto, seppur con molta cautela e molte precisazioni, dell'ereditarietà dei caratteri acquisiti tramite un intenso utilizzo. "La selezione naturale probabilmente fu molto agevolata dagli effetti ereditari dell'aumento o diminuzione dell'uso delle varie parti del corpo.
Arresto dello sviluppo Gli idioti microcefali mostrano alcuni atteggiamenti tipici del regno animale. "Sono forti e notevolmente attivi, sgambettano, saltellano e fanno smorfie. Salgono le scale a quattro gambe e sono stranamente desiderosi di arrampicarsi sui mobili e sugli alberi. [...] Di un idiota si dice che usi spesso la bocca, in aiuto delle mani, per cacciare i pidocchi".
Reversione Per reversione Darwin intende quel fenomeno per cui una struttura, scomparsa da molto tempo, può riapparire.
E' il caso ad esempio dell'utero anomalo che è stato riscontrato in molte donne; in questi casi l'utero mantiene le piccole corna tipiche dello sviluppo embrionale e ci sono dei casi, molto rari, in cui si formano due cavità uterine. Considerando che alcuni mammiferi, come i marsupiali, hanno l'utero composto da due distinti orefizi e passaggi, "nessuno potrà pretendere che una struttura così perfetta come il duplice utero anormale della donna possa essere risultato del semplice caso. Il principio di reversione, secondo cui una struttura da lungo tempo scomparsa può riapparire, potrebbe servire da guida per il completo sviluppo dell'organo".
Anche i canini sono un esempio di reversione [vedi Come un cane nel caleidoscopio].
J. Wood ha mostrato un gran numero di variazioni muscolari umane identiche a strutture muscolari normali di altri animali. In un singolo soggetto sono presenti ben sette di queste variazioni, "sarebbe quasi incredibile, che un uomo potesse, per accidentale anormalità, ricordare certe scimmie in non meno di sette dei suoi muscoli, se non ci fosse stato un legame genetico tra di loro."
Variazione correlativa Come negli animali inferiori anche nell'uomo molte strutture sono strettamente collegate ed al variare di una corrisponde il variare di un altra. cit. p.53
Velocità di accrescimento E' questo un argomento centrale nell'argomentazione di Darwin, sicuramente influenzato dalla lettura di Malthus che egli cita due volte in questo breve paragrafo.
La popolazione umana tende, secondo Darwin, ad aumentare nonostante un gran numero di fattori (mancanza di mezzi di sussistenza, minor numero di matrimoni, alta mortalità infantile) tendano nella direzione opposta.
E' proprio per questo tendenziale aumento che inizia la lotta per la vita.
Selezione naturale E quindi, spiega Darwin, anche i progenitori dell'uomo devono aver avuto la tendenza a crescere oltre i mezzi di sussistenza, iniziando in questo modo una dura lotta per la vita ed in seguito alla selezione naturale. Stabilire poi in che misura le modificazioni umane dipendono dalla selezione naturale e in che misura dall'uso e disuso e dagli altri fattori di modificazione è quasi impossibile.
Darwin passa in rassegna le peculiarità nella struttura fisica dell'uomo (posizione eretta, assenza di peli, grandezza del cervello ecc...) dicendosi convinto che esse siano causate, direttamente o indirettamente, dalla selezione naturale. Dopo aver letto il saggio di Nageli sulle piante e le osservazioni del dott.Broca, Darwin ammette di aver forse esagerato il ruolo della selezione naturale nell'Origine delle specie.
Darwin continua la sua autocritica ammettendo la poca importanza data nella sua opera alle strutture indifferenti, nè benefiche nè dannose. Esse probabilmente non sono mai servite a nulla; deve esserci qualche causa efficiente per ognuna di queste piccole modificazioni indifferenti e Darwin non dubita che se questa causa, qualunque essa sia, fosse costante, essa creerebbe un nuovo carattere. Sulle cause determinanti, come sulle variazioni spontanee, si può solo dire che esse ineriscono più alla costituzione dell'organismo variante che alle condizioni a cui è stato sottoposto.


